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Autopsia sul corpo di Franco, "non ci sono malformazioni"
Oltre cinque ore di autopsia non sarebbero stati sufficienti per dare una prima, seppur parziale, risposta sul perché Franco Lori è morto
Oltre cinque ore di autopsia, con prelievi di parti di organi, vetrini e analisi. Ma non sarebbero stati sufficienti per dare una prima, seppur parziale, risposta sul perché Franco Lori è morto martedì pomeriggio durante l'escursione parrocchiale sui monti della Calvana. Non sarebbe emersa alcuna malformazione cardiaca macroscopia, l’unica che avrebbe potuto giustificare una morte così improvvisa per l’undicenne e che avrebbe potuto mettere d’accordo l’equipe medica che ha effettuato l’autopsia. La tragedia si ingarbuglia ancora di più ed è destinata ad avere lunghi strascichi per accertare le eventuali responsabilità - se ce ne sono state - e su chi più di altri, con la propria negligenza, ha determinato la morte del piccolo.
Ma, sebbene ci vorrà del tempo, i genitori vogliono tutta la verità. Vogliono sapere come e perché il loro unico figlio è morto in un giorno che avrebbe dovuto essere di gioia e di spensieratezza e che invece si è trasformato in tragedia. Stefano e Stefania Lori, i genitori del piccolo Franco hanno nominato ciascuno un avvocato: Dimitri Caciolli del foro di Firenze per il padre, Alessia Fiorentino del foro di Prato per la madre. E due sono i consulenti nominati e che hanno preso parte all'autopsia disposta dal magistrato, Lorenzo Gestri. Si tratta del professor Giovanni Marello dell'Università di Firenze e del dottor Andrea Gennai di Prato che ieri pomeriggio hanno affiancato la dottoressa Martina Focardi nominata dalla procura, durante tutto il lungo procedimento per effettuare l'autopsia.
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