«Tutti i bambini saranno inseriti al nido»
De Masi garantisce che coloro che sono in lista d’attesa saranno ospitati in una scuola convenzionata
MONTEMURLO. «Le mamme possono star serene, perché nessun bambino sarà lasciato a casa», l’assessore alla pubblica istruzione, Rossella De Masi, rassicura i genitori che nei giorni scorsi si erano rivolti con apprensione all’ufficio scuola del Comune. Non ci sono preoccupazioni, infatti, per gli undici bambini in lista d’attesa per accedere ai servizi educativi per la prima infanzia, perché l’amministrazione garantirà loro l’inserimento in strutture private accreditate, sul territorio. Al momento delle iscrizioni, le domande pervenute sono state 81 rispetto ai 70 posti disponibili nei nidi comunali. Ecco allora, la necessità di creare una piccola lista d’attesa, che non è assolutamente sinonimo di “esclusione”. Anzi, il Comune, per sostenere le madri-lavoratrici, ha partecipato - proprio nei giorni scorsi- a un bando regionale che finanzia progetti per la “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, attraverso l’assegnazione di buoni servizio da utilizzare per l’anno educativo 2012/2013 nei nidi nella fascia d’età dai 3 ai 36 mesi. Le mamme dei bambini in lista d’attesa troveranno collocazione nei nidi privati e grazie a questi finanziamenti (che arriveranno, tramite il Comune, direttamente alla struttura convenzionata), pagheranno rette equiparate a quelle dei nidi comunali e sempre in base alla propria fascia Isee. Come tiene a precisare l’assessore De Masi, i nidi convenzionati, al pari dei nidi comunali, garantiscono un ottima qualità della didattica, del cibo, degli spazi, e sono sottoposti periodicamente ad accurati controlli per certificarne la qualità. Il bando a cui abbiamo partecipato – finanziato con 4 milioni di euro- è finalizzato a migliorare l’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro e a ridurre le disparità di genere” commenta l’assessore De Masi. L'amministrazione comunale ha scelto di aderire al bando regionale e sostenere il progetto dell'accoglienza di bambini da 3 a 36 mesi all'interno delle strutture sia pubbliche che private presenti sul territorio montemurlese, perché il tema della conciliazione è oggi più che mai importante, riguarda la qualità stessa della vita di molti padri e madri, che hanno la necessità di gestire dignitosamente non solo l’attività lavorativa, ma anche la cura di sé e della propria famiglia «Questa scelta nasce dalla condivisione di un modello di cittadinanza fatto di diritti e doveri nel mercato del lavoro e nei rapporti interpersonali e, in particolare, familiari.- conclude Rossella De Masi- Conciliare i tempi di vita familiare e quelli dell’attività lavorativa non interessa unicamente le donne, ma è una questione che coinvolge la società nel suo complesso».
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