Il Tirreno

Prato

Beffata dall’ex marito, via la casa

Beffata dall’ex marito, via la casa

L’uomo promette di pagare il mutuo ma presenta false ricevute per sei anni

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PRATO. Per sei anni ha creduto che l’ex marito le pagasse il mutuo della casa, poi ha scoperto che lui le inviava false ricevute di pagamento e lo stesso giorno si è vista mettere la casa all’asta. Ora, a cinquant’anni, senza lavoro e con una figlia a carico, rischia di finire su un marciapiede.

E’ la storia di una donna pratese che, assistita dall’avvocato Michele Nigro, si è costituita parte civile nei confronti del marito, che ora si è trasferito in Abruzzo e deve rispondere dell’omesso versamento degli “alimenti”. In realtà c’è di più, perché la Procura, davanti al giudice monocratico Landini, accusa l’imputato di aver stipulato un accordo verbale con l’ex moglie dopo il divorzio. In base all’accordo, a titolo di “alimenti”, l’uomo avrebbe continuato a pagare il mutuo della casa che era stata assegnata alla moglie.

Sembrava tutto a posto: periodicamente l’ex marito inviava le ricevute di pagamento con tanto di timbro della banca. Ma nel 2009 la donna ha scoperto che fin dal 2003 le rate del mutuo non erano state pagate e che la casa era stata messa all’asta. Una perizia grafologica ha stabilito che le ricevute sono state effettivamente falsificate, ma la banca non si è lasciata impietosire e l’asta va avanti (siamo al terzo incanto): in autunno potrebbe essere venduta. Ieri il giudice ha ascoltato un testimone e poi ha rinviato a ottobre per la prosecuzione del processo, quando forse la parte civile non avrà più un tetto. (p.n.)

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