Toscana
Ai domiciliari due ultras Gli altri restano in carcere
Si difende il leader degli Wild Kaos: sono il referente della Digos da venti anni Non siamo stati noi a cominciare. Gli avvocati: non li possono chiamare animali
PRATO. Sono stati scarcerati e messi agli arresti domiciliari due dei quattro tifosi pratesi che erano stati arrestati la scorsa settimana con l’accusa di aver partecipato agli scontri coi tifosi del Piacenza al termine dell’ultima partita di campionato di Prima divisione. Il giudice per le indagini preliminari Cecchi, sciogliendo la riserva, ha concesso gli arresti domiciliari a Graziano Calabrese, 32 anni, e Antonello Lechiancole, 22 anni, difesi da Giuseppe Nicolosi e Matteo Biffoni.
Degli altri due tifosi in custodia cautelare in carcere, Gasparino Melita e Tiziano Amato, non è stato possibile accertare la posizione: dovrebbero essere ancora alla Dogaia.
Ieri intanto sono comparsi davanti al giudice i due pratesi che erano stati messi agli arresti domiciliari, vale a dire Andrea Arricale, difeso da Valeria Sergi, e Luca Pecchioli, 38 anni, il più noto degli arrestati, uno dei leader del gruppo di tifo organizzato Wild Kaos.
Pecchioli, difeso da Massimo Taiti, ha risposto alle domande del gip e in sostanza ha ricordato che da circa 20 anni è lui che parla, per conto dei tifosi, con la Digos quando si tratta di organizzare le trasferte o le coreografie al Lungobisenzio. Non ha precedenti penali o di polizia.
Pecchioli ha detto che insieme ad altri amici era andato a riprendere l’auto parcheggiata davanti alla Sacra Famiglia e che, dirigendosi verso piazza Mercatale, dove volevano festeggiare la salvezza del Prato, si sono imbattuti in un gruppo di piacentini arrivati davanti al bar Miglio Verde di viale Borgovalsugana con un paio di pulmini. Pecchioli sostiene che sono stati i piacentini a tirare delle pietre ai pratesi, che hanno risposto inseguendoli fin davanti al bar. Poi lui si sarebbe allontanato. Il difensore ha chiesto la scarcerazione o il permesso per andare a lavorare, si attende il parere della Procura. Soddisfatti gli avvocati di Calabrese e Lechiancole: «Hanno chiarito la loro posizione e non li possiamo definire animali, come ha fatto la Procura».
Intanto è riapparso sul web il filmato girato con un telefonino da un residente di viale Borgovalsugana nel quale si vedono alcune scene degli scontri.
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