Finanza
Commercianti, accuse all’ex direttore
Dura nota del presidente Molinari: «Nessuno qui può elargire retribuzioni ad alcuni e chiedere sacrifici agli altri»
PRATO. «Il direttore non può proporre promozioni, aumenti di stipendio, decisioni economiche, senza l’avallo della giunta e del presidente. E soprattutto il direttore non può elargire retribuzioni non autorizzate dirette solo ad alcuni in un momento nel quale ai più è chiesto un sacrificio economico».
E meno male che all’Unione commercianti «non c’è stato nessun terremoto», come scrive il presidente Canio Molinari dopo le dimissioni a sorpresa del direttore Gianluca Niccolai e della vice direttrice Serena Scali. E’ lo stesso Molinari, in un durissimo comunicato diffuso ieri, a prendere di mira l’ormai ex direttore Niccolai accusandolo sostanzialmente di aver fatto favoritismi coi soldi dell’associazione. E aggiungendo un altro pizzico di veleno nell’ultima delle 25 righe spedite ai giornali: «Come è successo (e continua a succedere) in tante altre associazioni in Toscana e in Italia, troveremo un altro direttore: preparato, trasparente e che metta l’interesse dell’associazione davanti al proprio».
Come dire che questo Niccolai non l’ha fatto.
Di solito quando ci si lascia, anche dopo aver litigato, prevale la diplomazia. In questo caso invece si ha l’impressione che Molinari, presidente vicario facente funzioni dopo l’addio di Giuseppe Nardini, abbia voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe.
«Come presidente - scrive - ho il compito e il dovere (e voglio) fare chiarezza. All’Unione commercianti per fortuna non c’è stato nessun terremoto. Un terremoto (e purtroppo i recenti fatti di chi il terremoto l’ha vissuto davvero lo dimostrano) porta vittime e distruzione, e all'Unione Commercianti di questo non c'è traccia. Le dimissioni del direttore Gianluca Niccolai e della sua vice direttrice Serena Scali sono state rassegnate personalmente dai diretti interessati e non voglio entrate nel merito di questo».
Poi però nel merito ci entra, eccome.
«Il presidente ha sia un ruolo politico sia economico - spiega Molinari – ha potere di firma e rappresenta l'associazione nei luoghi istituzionali, locali e nazionali. Il presidente ha il compito di collegare il territorio con il sistema nazionale di Confcommercio, affinché da questo riceviamo sostegno e aiuto. Il presidente ha il compito di verificare e gestire, assieme alla giunta, il corretto andamento economico della struttura. Il direttore, dal canto suo, ha il compito di sostenere tecnicamente il presidente e la giunta nella gestione politica dell'associazione e collabora nella conduzione amministrativa della struttura: può proporre promozioni, aumenti di stipendio, decisioni economiche, ma non può prendere queste decisioni senza l'avallo della giunta e del presidente (come da Statuto)».
«L'Associazione non è vittima di un terremoto e continuerà a lavorare, bene - chiude Molinari - come ha sempre fatto perché è sorretta da persone (i dipendenti) responsabili e mature che conoscono il proprio lavoro e le esigenze dei soci. A loro, i soci possono continuare a rivolgersi. Per altre questioni, siamo tutti utili e nessuno indispensabile».
Probabilmente Molinari ha sentito il bisogno di spiegare il cambio al vertice in termini così duri perché molti soci dell’Unione non ci hanno capito nulla e sono preoccupati. Ma non è escluso che la vicenda riservi altri colpi di scena. Si parla di un documento di sfiducia allo stesso Molinari che potrebbe approdare stasera alla giunta dell’Unione ed essere messo ai voti.
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