Finanza
«Prato rischia di sparire»
Tagli delle Province: il Cpap critica la scelta del governo
PRATO. Le ultime intenzioni del governo Monti sulla drastica riduzione delle Province italiane ha messo, una volta di più, in allarme il Comitato provinciale area pratese.
«Sembra proprio che per Prato non ci sia scampo! - afferma il presidente del Cpap, Roberto Risaliti - Prato è destinata a perdere tutto: Provincia, uffici, identità territoriale. E' quanto si deduce dall'appassionato e partecipato intervento del nostro onorevole Mazzoni, riportato dalla stampa cittadina, che riassume l'evoluzione del dibattito fra Governo ed Upi (Unione Province Italiane). Sembra che debbano scomparire le Province al disotto di certi parametri molto rigidi. Prato non rientra in questi parametri e con essa almeno altre 60/70 Province. A tal riguardo - prosegue Risaliti - proponiamo alcune interrogativi e riflessioni: ma che associazione è l'Upi che, pur di salvare se stessa, è disposta a sacrificare più della metà dei suoi associati? Confusione nel Governo: lo stesso giorno che venivano diffuse le notizie relative ai nuovi probabili accordi di cui sopra, abbiamo appreso che sulla Gazzetta Ufficiale del 16 giugno sono stati pubblicati quattro decreti applicativi dell'art 23 del decreto 201/2011 Decreto Salva Italia per la concreta attuazione di quanto previsto e cioè la eliminazione di tutte le Province o meglio di trasformarle tutte in enti di secondo grado (vedi Sole 24 ore del 20 giugno) tale soluzione è considerata dal nostro Comitato come la “migliore delle peggiori”».
«A quanto pare - prosegue il presidente del Comitato - anche stavolta nel legiferare non si riesce a staccarsi dalla equazione “Provincia uguale servizi”, altrimenti niente. Proprio non è possibile svincolarsi da questo modo di pensare che speravamo, nel 2012, ormai superato e che è ben riassunto dalla seguente frase: “I servizi e gli uffici vengono attribuiti per destinazione e non per necessità oggettiva” (caso Prato è lampante ). L'onorevole Mazzoni ci informa che, secondo “rumors” non smentiti, Prato e Pistoia sarebbero accorpate a Firenze nella Città Metropolitana (I dieci enti metropolitani previsti saranno attivati come primo “step” della riforma) e con ciò non perderemmo solo la Provincia , gli uffici e quant'altro ma anche il Comune. Sul “no” all'inclusione di Prato nella Città Metropolitana , la città è stata fino ad oggi unita ed ha parlato ad una sola voce; non si sono sentite voci dissonanti. Tutti concordi nel rigettare tale progetto che farebbe liquefare la realtà pratese. Ci auguriamo - conclude Risaliti - forti ed inequivocabili interventi in tal senso. Prato ed i pratesi non meritano di essere trattati in questo modo».
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