Il Tirreno

Prato

Lino elasticizzato, il brevetto è pratese

di Ilenia Reali
Lino elasticizzato, il brevetto è pratese

A metterlo a punto è stata l’azienda Elasten. Poche settimane fa l’iscrizione, ora si aspetta la risposta dei mercati

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il suo nome in codice è WO 2012/056436A2. Ma non è altro che un filato. Un filo che potrebbe rivelarsi molto prezioso. Ed essere inserito nell’elenco delle invenzioni che hanno fatto di Prato la capitale europea del tessile. Il brevetto è stato iscritto da poche settimane all’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale di Ginevra da un’azienda pratese, l’Elasten. E si tratta di un lino elasticizzato, una stoffa in commercio da qualche mese che sembra destinata a diventare la gemella di quello che oggi è un tessuto insostituibile il cotone elasticizzato, anche questo inventato da un’azienda pratese, la Milior, legata a doppio filo all’Elasten grazie a uno dei soci, Franco Miliotti.

Il “papà” del lino elasticizzato questa volta può essere considerato uno dei soci dell’Elasten, Paolo Benelli che, a suon di prove, è riuscito a trovare il giusto compromesso tra fibra elastica, appunto, e lino.

La stoffa che è già stata messa in prova sul mercato (la copertura del brevetto è infatti retroattiva, parte dalla data della presentazione della domanda) ha riscosso il favore dei clienti anche se c’è bisogno di un po’ di tempo affinché venga conosciuta e apprezzata da tutte le case di moda e dai consumatori.

«Tra lino, canapa e lamiè - spiega Benelli - stiamo progressivamente incrementando la produzione e ci apprestiamo a venderne 1.000 chilogrammi. Del resto prima che un prodotto così esploda il consumatore deve trovarlo nel negozio, provare ad indossarlo e trovarsi a suo agio. E quindi entrare nell’uso comune. Funziona sempre così quando si lancia un prodotto. Attualmente il lino elasticizzato è nelle collezioni di tutti i lanifici più grandi di Prato ed è stato presentato alle fiere del settore».

«Sappiamo - aggiunge Benelli - che qualitativamente è giudicato buono. Un ostacolo ad oggi è il prezzo di partenza (30-40% in più di un normale lino) dovuto ai costi di produzione. Barriera che è superabile solo quando aumenterà la domanda proprio di questo preciso tipo di prodotto».

Un’invenzione che non è arrivata per caso e che ora si aspetta entri in maniera massiccia nei guardaroba. «Ho 63 anni e 40 di lavoro nel settore tessile sulle spalle - aggiunge Benelli - e quindi l’esperienza non manca. Poi ci sono state tante prove per arrivare a trovare la formula giusta : è un po’ come l’aspirina, è il frutto della giusta combinazione. Anche se a me piace pensare che sia il frutto di una preghiera».

Una raccomandazione al cielo perchè con la crisi che si è abbattuta sul tessile serviva proprio un’invenzione che potrebbe aiutare a ripartire. «Non è così lo so - commenta Benelli - ma mi piace pensarlo. Pregai il cielo di darmi un segno ed è arrivata la giusta combinazione di elastico e lino».

Un’invenzione che non è detto serva da sola all’Elasten ad uscire dalla crisi da un momento all’altro.

«Noi abbiamo sentito la crisi - commenta - perché abbiamo i macchinari calibrati sulla produzione del 2001 che è ovviamente calata. Per riuscire ad avere dei risultati interessanti dobbiamo aumentare il fatturato su tutte le tipologie di prodotto. Se poi sommiamo una crescita continua della produzione di questo prodotto, come avvenne appunto per il cotone elasticizzato è fatta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa