Il dolore
Media stellare per Stefano che ama i libri e le tastiere
Con una media del 9.55 in pagella è lo studente che ha fatto più incetta di dieci dell’istituto Gramsci-Keynes. Il “magico” numerino ricorre sotto le caselle di storia, geografia, inglese, francese e...
Con una media del 9.55 in pagella è lo studente che ha fatto più incetta di dieci dell’istituto Gramsci-Keynes. Il “magico” numerino ricorre sotto le caselle di storia, geografia, inglese, francese e tedesco. A rincorrere Stefano Alfano (nella foto a sinistra) nella classifica dei “diecisti” è la sua compagna del liceo scientifico (altro indirizzo che fa parte dell’offerta formativo della scuola di via Reggiana) Caterina Cocchi che ha portato a casa una bella media di 9.17. Per lei tre volte dieci (filosofia, scienze ed educazione fisica), ma per Stefano il dieci si ripete in cinque materie. Il numero uno del Gramsci-Keynes che andiamo a scoprire frequenta la terza dell’indirizzo Erica (ragioneria) ma la sua vera passione sono le lingue straniere. Viso sorridente, eppure il 17enne Stefano giura di non passare tutti i pomeriggi sui libri. «Dipende dalla quantità di compiti. La scuola va presa sicuramente come impegno serio ma bisogna anche uscire e scoprire la vita, coltivare le proprie passioni e amicizie. Socializzare con i coetanei ha la sua importanza». Il mito del “secchione” per Stefano è morto da quel dì. «Non mi ci rispecchio. Se serve aiuto nei compiti ai miei compagni sono il primo a darlo. Ma se mi danno l’appellativo di "secchione", io ci rido sopra». Il ragazzino dimostra di avere la testa sulle spalle quando a malincuore è costretto ad ammettere che trascorrerà tutta l’estate a Prato. Niente vacanze, insomma.
«Mio padre deve lavorare anche ad agosto. Non importa, tanto un regalo per i miei meriti a scuola in fondo l’ho avuto - sorride -. La mia famiglia mi ha regalato una tastiera. Perché la musica è una delle mie passioni». È chiaro che con le lingue straniere Stefano se la cava fantasticamente. «Sogno di viaggiare e di lavorare nel turismo, sfruttando anche la distanza a due passi di Firenze. All’università ancora non ci penso. Il bello del diploma in un istituto tecnico è che subito ti dà modo di misurarti con il mondo del lavoro»
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