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Ecco “Il seminarista” tre storie “Made in Prato”

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Dalla prossima settimana iniziano le riprese del film di Gabriele Cecconi Le strade del centro storico e alcuni edifici, il set della storia di dodici ragazzi

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PRATO. Se dal 25 giugno al 28 luglio i pratesi incroceranno alcuni concittadini vestiti secondo la moda degli anni '50 lungo le strade del centro storico, non ci sarà niente di cui doversi sorprendere: le cinque settimane sopracitate, infatti, vedranno iniziare e concludersi le riprese de "Il Seminarista", film del regista Gabriele Cecconi con il patrocinio del Comune di Prato e i fondi della Regione Toscana e del Fondo Cinema.

Il film, come spiega il regista, seguirà la vita di dodici seminaristi dall'entrata a scuola a 10 anni fino a diventare effettivi seminaristi diciassettenni, con la fase intermedia dei mezzani: «In particolare, seguirà la vita di tre di loro - spiega Cecconi - . Guido, il nostro protagonista, il pugliese, figlio di una ragazza madre povera, che avrà una bella ma travagliata storia in seminario e Giuliani, figlio di un ricco avvocato, il seminarista più buono della scuola. Un trio di amici inseparabili».

Le riprese saranno effettuate nelle strade del centro storico, nel Convitto Cicognini e alle scuole di San Niccolò, per un film del tutto made in Prato.

«Questo film è motivo di orgoglio per la città - dice l'assessore alla cultura del Comune di Prato, Anna Beltrame - non solo perché è stato scelto fra altre proposte di altissimo livello per essere sostenuto con fondi europei e regionali, ma anche perché permette di mostrare a tutti le bellezze di Prato. Continuiamo a sentir parlare della nostra città come di un sobborgo di Firenze, ma non è così: Prato ha innumerevoli gioielli di cui vantarsi, mai abbastanza valorizzati». Gioielli che, probabilmente, comprendono anche i giovani attori che recitano in questo film: «Trovare i tre attori per il personaggio di Guido è stato difficile - spiega Cecconi - non solo dovevano saper recitare, ma dovevano avere caratteristiche fisiche simili per rendere verosimile il personaggio: non è stato facile. Questa città è un vivaio di ottimi giovani attori, siamo andati a cercarli nelle scuole e nei laboratori di teatro, e siamo rimasti davvero molto colpiti dalla loro bravura: Il Seminarista lo dimostrerà».

Una peculiarità di questa pellicola in via di creazione pare essere anche la catena di amicizie che sta dietro la sua realizzazione: «Lavoro con professionisti fantastici - spiega il regista - ma non avrei potuto arrivare a poter realizzare il film senza l'aiuto gratuito di moltissimi amici: la stoffa per le vesti dei giovani seminaristi mi è stata fornita da un industriale amico, come amiche sono le sarte che le hanno cucite, e amici sono i preti che mi hanno prestato le loro tonache, calici, oggetti d'arte per la realizzazione del film: senza di loro, non sarebbe stato possibile».

Questo non sarà un film solo per cinefili, ma tenterà di raggiungere il grande pubblico: «Abbiamo un'ottima sceneggiatura, scritta con Ugo Chiti e premiata 20 anni fa a un concorso cui faceva parte della giuria Mario Cecchi Gori: rivista e ricorretta, è stata accettata dal Fondo Cinema di Torino ed ha ottenuto i finanziamenti - conclude Cecconi - Mi sono fatto coraggio, e ho deciso che era un film da fare: puntiamo non sono ad una grande qualità, ma anche ad un grande pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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