Il Tirreno

Prato

«Sono delinquenti travestiti da tifosi»

di Paolo Nencioni
«Sono delinquenti travestiti da tifosi»

Undici arresti per gli scontri dopo Prato-Piacenza. La Procura: «Peggio degli animali». C’è anche il capo di Wild Kaos

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PRATO. Sono «delinquenti travestiti da ultras», gente che «ha posto in essere un’azione dai connotati sub-animali, se è vero che l’animale usa violenza solo per motivi di sopravvivenza, e mai per finalità futili».

E’ di una durezza inusitata la richiesta di ordinanza di custodia presentata dalla Procura al giudice per le indagini preliminari, che ieri mattina ha fatto scattare una retata di tifosi del Prato e del Piacenza in relazione agli scontri avvenuti domenica 27 maggio, al termine della partita tra i biancazzurri e gli emiliani che, grazie alla vittoria per 1-0, ha sancito la permanenza del Prato in Prima divisione.

Peggio degli animali, ha ribadito ieri mattina il procuratore capo Piero Tony illustrando i risultati dell’indagine condotta dalla Digos di polizia, che ieri mattina all’alba si è mossa per notificare le ordinanze. Sei tifosi sono finiti in carcere (quattro pratesi e due piacentini), altri cinque agli arresti domiciliari (due pratesi e tre piacentini). Devono rispondere a vario titolo di rissa aggravata, danneggiamento, violenza privata e uno anche di resistenza a pubblico ufficiale.

Nella lista, che non è stata fornita dagli inquirenti, ci sono nomi molti conosciuti della tifoseria pratese, a cominciare da Luca Pecchioli, 38 anni, detto “Panino” (lavora in un forno) che viene descritto come leader riconosciuto della curva Ferrovia (è il capo degli Wild Kaos) ed è agli arresti domiciliari. E’ anche l’unico a non avere precedenti penali. In carcere sono finiti Antonello Lechiancole, 22 anni, Gasparino Melita, 33 anni, Graziano Calabrese, 32 anni, Tiziano Amato, 35 anni (detto il Nano di San Paolo, ha anche un gruppo su Facebook), Michele Marenghi, 36 anni, e Claudio Mereu, 51 anni, gli ultimi due residenti a Piacenza. Mereu, oltre ad aver superato abbondantemente l’età in cui ci si prende a pugni per una partita, ha già avuto grane simili in passato per scontri coi tifosi avversari.

Agli arresti domiciliari oltre a Pecchioli sono stati messi Andrea Arricale, 34 anni, Emilio Repetti, 32 anni, Marco Zazzaro, 38 anni, e Davide Corbellini, 40 anni, gli ultimi tre di Piacenza.

Gli scontri accaddero quasi un’ora dopo la fine della partita lungo viale Borgovalsugana, dove alcuni tifosi piacentini si erano fermati al bar Miglio Verde per prendere un caffè. Poco più avanti si erano radunati i tifosi pratesi, che si accorsero della presenza dei piacentini. Ne nacque una sassaiola che coinvolse anche automobilisti di passaggio, tra cui una famiglia con una bambina di 5 anni, costretta a fuggire per evitare guai peggiori. E’ questo particolare che ha spinto la Procura (il capo Piero Tony e il sostituto Lorenzo Gestri) a usare la mano pesante.

Testimonianza raccolte sul posto dal Tirreno (i clienti e il titolare del bar) avevano descritto un’aggressione da parte dei pratesi ai piacentini. Secondo la Digos, invece, dalle immagini acquisite si vedrebbero alcuni piacentini uscire dal bar con delle bottiglie in mano e poi rientrare precipitosamente. Seguì un vero e proprio assedio con lancio di pietre e tondini di ferro. Due i feriti, entrambi pratesi, identificati all’ospedale.

Le immagini sono state riprese da una telecamera e da un residente che poi le ha pubblicate sulla pagina Facebook di TvPrato. Nei giorni scorsi la Digos le ha sequestrate e le ha fatte cancellare sia dal sito che da Youtube.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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