Sicurezza
La fiorentina Ataf passa alla Cap Vincente l’accordo con Ferrovie
La francese Ratp esclusa per problemi legati alla fideiussione. Il direttore Banci è orgoglioso: «Un ottimo trampolino di lancio in vista della gara di trasporto pubblico regionale»
PRATO. La Cap ce l’ha fatta. Non da sola, sia chiaro, ma in cordata con Ferrovie, attraverso Busitalia (Sita) e Autoguidovie, è riuscita nell’impresa un tempo ritenuta impossibile: rilevare Ataf Gestioni. La contesa fra l’Ati Ferrovie-Busitalia-Cap e la francese Ratp si è conclusa martedì scorso in favore del primo raggruppamento che ha offerto 6,5 milioni oltre la base d’asta bandita dal Comune di Firenze: 18,9 milioni di euro. A tagliare fuori Ratp è stata però la fideiussione ritenuta insufficiente. In gioco c’era l’intero pacchetto del servizio di trasporto pubblico fiorentino, sia quello su gomma che su rotaia, anche se proprio la Ratp detiene il 51% delle azioni di Gest, la società che gestisce la linea 1 del tram. Il restante 49% è nelle mani appunto di Ataf.
I giochi sono però tutt’altro che finiti. L’aggiudicazione è sì ufficiale ma ancora provvisoria in attesa che tutte le carte vengano visionate. E non sono esclusi ulteriori colpi di coda su base di ricorsi e controricorsi.
Più che comprensibile la soddisfazione in casa Cap, la cooperativa di autotrasporti pratesi che ha ottant’anni ma non li dimostra. «Siamo il primo soggetto privato che riesce a conquistare il servizio di trasporto pubblico di un capoluogo di regione - commenta il direttore di Cap, Alberto Banci - per noi è un grande motivo d’orgoglio. Il merito va ascritto alla professionalità e ai saperi accumulati in tutti questi anni».
Banci è convinto che l’aggiudicazione della gara fiorentina possa portare benefici anche per Prato. «Non solo dal punto di vista economico - spiega - ma anche da quello occupazionale. La nostra quota nel raggruppamento è del 25%, se pensiamo agli attuali 1200 dipendenti di Ataf potremmo ipotizzare che circa 300 siano in quota pratese. E questo, in prospettiva, potrebbe significare sviluppo occupazionale».
C’è chi però è preoccupato per le prospettive a breve-medio termine dei dipendenti Ataf. «L’azienda è stata messa in vendita perché i conti non tornavano - chiarisce Banci - e l’obiettivo della nuova gestione dovrà essere quello di migliorare il conto economico puntando al risanamento. Sarà necessario che tutti facciano la propria parte per arrivare ad una sana gestione industriale». «Dal 2001 al 2009 - ha ricordato lo stesso sindaco fiorentino Matteo Renzi - Ataf è costata ai fiorentini 42 milioni di euro, cioè ha avuto un disavanzo di 42 milioni, che sono soldi dei fiorentini: quando i Cobas e altri sindacati mi dicono che “Ataf è dei fiorentini e non tua”, io dico che è vero e che i fiorentini lo sanno bene, hanno pagato 42 milioni in dieci anni di danni fatti».
La scalata di Cap però potrebbe non fermarsi al capolinea di Ataf. Perché all’orizzonte c’è la gara regionale per il trasporto pubblico. E in questa direzione Cap era già attiva da tempo attraverso il consorzio Ctt. «Esistono già accordi con Sita e Tiemme - informa Banci - per partecipare alla gara. Non c’è dubbio che essere presenti a Firenze potrà darci più forza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
