Il dolore
Non sa l’italiano, chiuso il ristorante
Sequestrati due locali gestiti da cinesi: la Finanza sospetta che i titolari non abbiano frequentato il corso di formazione
PRATO. Non conoscere la lingua italiana, per un ristoratore cinese, può rivelarsi una sciagura. Non tanto perché non riuscirà a interloquire coi propri clienti, ma perché rischierà di vedersi chiudere il locale.
Lo ha imparato a proprie spese il titolare del Ristorante Internazionale all’angolo tra via Roncioni e via Monnet. Il locale è stato sequestrato lunedì dalla guardia di finanza e rimarrà chiuso fino a quando le irregolarità non saranno state sanate. Ma che cosa è stato contestato al titolare dell’attività? Non conoscere la lingua italiana, per l’appunto. O meglio, il fatto che il ristoratore non parli la lingua del paese dove ha scelto di vivere è solo un indizio di qualcos’altro.
La legge regionale 28 del 2005, cioè il Codice del commercio, prevede all’articolo 14 che chiunque voglia esercitare l’attività di somministrazione di alimenti deve frequentare un corso di formazione professionale. I corsi sono in lingua italiana.
Sembra che i finanzieri della Compagnia (gli accertamenti sono ancora coperti dal riserbo) si siano presentati nei giorni scorsi al ristorante di via Roncioni e si siano accorti che il titolare della licenza parla poco o niente l’italiano. E allora si sono chiesti: come ha fatto a frequentare il corso di formazione in italiano? Tanto è bastato per mettere in dubbio il requisito per tenere aperto il locale, ora tappezzato di cartelli in cui si avverte che il ristorante è sotto sequestro.
Il problema, ovviamente, non riguarda soltanto il locale di via Roncioni, che potrebbe essere solo il primo di una lunga lista, e infatti nel pomeriggio di ieri è stato chiuso anche un bar gestito da cinesi in fondo al viale Galilei . Quanti ristoratori cinesi conoscono bene la nostra lingua? In quanti hanno frequentato il corso di formazione professionale in italiano? La Compagnia della guardia di finanza sta verificando altre posizioni e i risultati forse si vedranno nei prossimi giorni.
Al momento si è accertato che il certificato di frequenza al corso allegato per il ristorante di via Roncioni è riferito a un centro di formazione che ha sede fuori dalla provincia di Prato. E’ lo stesso che ha rilasciato anche altri certificati ai ristoratori cinesi di Prato? Gli accertamenti sono solo all’inizio.
Il Ristorante Internazionale, aperto da poco più di due anni, ha finora avuto una vita molto travagliata. Già prima dell’apertura nacque un gruppo su Facebook che si opponeva alla sua presenza, anche per la mancanza di parcheggi. Poi è stato tartassato di controlli nei primi mesi di attività, e in almeno un’occasione multato. Lo scorso 20 dicembre, alla vigilia di una cena organizzata dai Giovani industriali per confrontarsi coi coetanei cinesi, il locale fu svaligiato. La polizia fece un sopralluogo e scoprì che sul retro c’era un allevamento di anatre in cattive condizioni, e scattò un’altra multa.
Ma anche i commercianti non cinesi hanno le loro grane. Sempre nella giornata di lunedì i carabinieri del Nas e la polizia municipale hanno chiuso due negozi gestiti da nigeriani in via Pier Cironi, nel centro storico. Si tratta di piccoli bazar alimentari all'interno dei quali, hanno reso noto i carabinieri, sono state riscontrate gravi irregolarità in materia igienico-sanitaria. Per poter riaprire al pubblico i titolari delle attività dovranno ripristinare le condizioni igieniche previste dalla legge.
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