Il Tirreno

Prato

Le leve del comando alla Direzione

di Ilenia Reali
Le leve del comando alla Direzione

Animata discussione in casa Pd. Accolte le critiche della mozione Rocchi e confronto allargato sui temi

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PRATO. Gli elementi oggettivi in politica sono sempre pochi. E anche una Direzione di un partito, partecipatissima, può essere letta e riferita in vari modi a seconda del posto dove si è seduti. Una cosa è certa. Nel Pd pratese le strategie sono di casa ma se si sta lavorando a un grande epocale rinnovamento (o a una restaurazione) sarà solo il tempo a dirlo. Di certo poi, ci sono le conclusioni dell’ultima assemblea: saranno organizzati una serie di incontri, Direzioni, in cui si affronteranno vari temi che riguardano la città e, di volta in volta, si deciderà qual è la linea politica che il partito dovrà tenere. Dal Consiag ai rapporti con i circoli, dalla legalità in città al piano strutturale fino ai grandi progetti.

In via Carraia, nel quartier generale dei democratici pratesi, lunedì sera, c’era assembramento. Addirittura non tutti gli iscritti hanno potuto seguire la riunione dall’inizio alla fine, per il caldo e perché di posti ce n’erano solo in piedi. All’ordine del giorno del resto c’era una mozione che segna - in un modo o nell’altro - il futuro della politica del centrosinistra.La mozione era un documento presentato una ventina di giorni fa Lorenzo Rocchi, 25 anni, studente di giurisprudenza. Lui, giovane democratico, era tra coloro che avevano contestato il sindaco Cenni al Primo Maggio, con uno striscione in Comune, davanti al Metastasio. Uno dei giovani - a onor del vero supportati da ben più di un senior - che da qualche tempo ha cominciato a rumoreggiare per un partito che poco era stato forte in città. Nel fare opposizione, uno. Nel contestare quel sindaco indagato per bancarotta fraudolenta che siede in Comune per la sua immagine alle elezioni di imprenditore vincente, due. Per i rapporti troppo poco stretti con i circoli e la base, tre.

Tutti mal di pancia che aveva messo nero su bianco. E in politica questo ha un significato. Sul documento c’è stata una discussione animatissima che ha portato (anche per i vari incontri diplomatici che si erano susseguiti più o meno alla luce del sole dalla presentazione a lunedì)a una mediazione. Da una parte la segretaria Ilaria Bugetti ha accettato di prendere parte della mozione per farla propria (di fatto prendendo atto delle critiche), dall’altra il documento non è stato messo ai voti. E il partito non si è spaccato ma si presenta come ricompattato. Solo dopo il confronto serrato con la base sui temi specifici sembra verrà fuori se è necessario attuare dei cambiamenti in segreteria (cambiamenti che nessuno chiede ma che data la situazione appaiono, in base alle regole della politica, difficilmente evitabili). Comunque saranno rimandati nel tempo, quando sarà l’ora anche delle vere decisioni in vista delle elezioni.

«Dal momento in cui ho presentato il documento - riferisce Rocchi - è cambiato il mondo: dalla gara di Consiag alle primarie del Pd nazionale. Sta di fatto che il Pd ha raccolto un appello e di conseguenza anche le critiche fatte per migliorare . Eravamo bloccati da dinamiche post congressuali (pro Ciuoffo pro Bugetti) e non si riusciva a discutere degli argomenti. La discussione di lunedì ha portato ad entrare nel merito. La segretaria ha con un atto coraggioso detto che queste critiche le raccoglierà».

Seguiranno posti in segreteria? Rocchi «noi non ne chiediamo, sarà la segretaria a decidere» mentre per Bugetti la situazione è chiara: »Non è argomento all’ordine del giorno». Così come non lo è chi ha vinto e chi ha perso in Direzione ma semmai come ci si comporta da oggi in poi. «Questa Direzione segna un cambio di passo», dice. E sul fatto che stringi stringi la contestazione è stata forte sottolinea: »Ho fatto un lavoro per ristrutturare all’interno il partito. Per evitare che vincano i giochetti politici sulla trasparenza. Lavoreremo sugli argomenti, apriamo ai circoli alla città. Cerchiamo di capire tema per tema cosa non va. E tentiamo di arrivare a un punto più avanzato della discussione».

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