Sicurezza
Dallo scarto all’edilizia la nuova frontiera del tessuto
Cento tonnellate di materiale trattato per sei mesi da quindici aziende coordinate dall’Asm Sara Casini: «Ci siamo lanciati nel settore degli isolanti, molto funzionali ed economici»
PRATO. Da rifiuto a nuova vita: gli scarti tessili rientrano nella filiera produttiva grazie a un progetto di Asm, che coinvolge anche Comune e Provincia, oltre a Pin, Gida, Cispel, Anci, Camera di commercio, Unione industriale pratese, Regione Toscana e Ministero dell'ambiente.
Il workshop organizzato ieri ha riunito addetti ai lavori, istituzioni e sistema produttivo per valutare l'effettiva concretezza del progetto che, nell'ottica della green economy, porta non solo vantaggi ambientali ma anche economici: la valutazione si è svolta controllando le quindici aziende che, fra dicembre 2011 e maggio 2012 hanno preso parte alla sperimentazione lavorando circa cento tonnellate di scarto: «Lavoriamo con gli scarti tessili da oltre 50 anni - spiega Sara Casini della Manifattura Maiano, una delle ditte che hanno preso parte alla sperimentazione - produciamo imbottiture per arredamento e calzature. La crisi ci ha obbligato a ripensare i nostri prodotti, e ci siamo lanciati anche nel settore degli isolanti per l'edilizia. Sono prodotti molto funzionali, economicamente competitivi rispetto al mercato dei prodotti frutto di riciclaggio, creano occupazione, sono a bassissimo impatto ambientale e a chilometro zero. Il mercato, però, ancora non li recepisce come meriterebbero: servirebbe la spinta delle istituzioni».
La proposta viene raccolta dal sindaco di Prato, Roberto Cenni: «Dobbiamo creare una rete di imprese intorno al recupero e al riciclo di materia prima, allungando la filiera fino ad arrivare ai consumatori - spiega -. Prato ha una grande tradizione di recupero, e questo lavoro si aggiunge alla catena delle possibilità, considerando che c'è un mercato da sensibilizzare e la possibilità di aumentare i posti di lavoro».
Gli scarti tessili possono trasformarsi in pannelli fonoassorbenti, tappetini, feltri per il riempimento di manufatti, imbottiture per poltrone e materassi: «L'Europa ci impone di raggiungere l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata e del 50% di recupero entro il 2020 - spiega Alessandro Canovai, presidente di Asm - gli scarti tessili sono circa il 9% dei rifiuti prodotti da Prato, e poterli recuperare così è un grande passo avanti».
L'idea è quella di coinvolgere sempre più aziende nella ricerca: «Vogliamo allargare il campo coinvolgendo anche il meccanotessile - spiega il presidente dell'Unione Industriale, Andrea Cavicchi - il distretto reagisce bene e il progetto può dare molto»
Meccanotessile che risponde con la Cormatex, altra azienda coinvolta nel progetto: «L'idea è quella di allargare il progetto anche a materiali diversi dai tessili - spiega Luca Querci della Cormatex - ed andare a toccare altri territori peculiari quanto quello pratese».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
