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Prato

Truffatore seriale inciampa nella bancarotta: condannato

Truffatore seriale inciampa nella bancarotta: condannato

Amministratore di fatto di una società del settore informatico, era accusato di aver intascato gli anticipi e alcuni assegni della ditta: tre anni e sei mesi senza la sospensione condizionale

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PRATO. Anche i più abili truffatori commettono errori, oltre a quello, etico, di ideare e realizzare truffe.

L’errore “tecnico” di Gabriele De Blasi è stato quello di voler fare le cose troppo “per bene”. Non si è limitato a tentare l’imbroglio, ma ha anche costituito una società paravento. E così, dopo aver messo a segno numerose truffe nel settore del commercio di inesistenti prodotti informatici, si è trovato a dover rispondere della più pesante accusa di bancarotta fraudolenta e ieri è stato raggiunto da una pesante condanna che rischia di farlo finire in carcere, cosa che nel nostro paese accade a una minoranza di truffatori.

De Blasi, difeso da Enrico Guarducci, è stato giudicato ieri dal Tribunale presieduto dal giudice Ettore Nicotra per fatti accaduti tra il 2003 e il 2004. L’altro imputato era Roberta Manconi, rappresentante legale di una società la cui ragione sociale era il commercio di prodotti di elettronica. L’amministratore di fatto, però, secondo il pubblico ministero Lorenzo Gestri, era Gabriele De Blasi. Ed è stato su di lui che sono ricadute le più pesanti conseguenze dal punto di vista penale: una condanna a tre anni e sei mesi, senza la sospensione condizionale, mentre Roberta Manconi è stata condannata a due anni, con la condizionale.

Secondo quanto è stato ricostruito nel corso del processo, Gabriele De Blasi si sarebbe presentato come un distinto professionista e avrebbe proposto la compravendita di materiale informatico, che poi però non consegnava ai clienti. In compenso però ha incassato gli anticipi. Gli importi non sono certo rilevanti. Si tratta di poco meno di 20.000 euro. Altri 14.000 euro sono i soldi che secondo l’accusa sono stati distratti dalla società prima dell’inevitabile fallimento. De Blasi era accusato anche di essersi messo in tasca alcuni assegni che erano destinati alla ricapitalizzazione della società. Dopo una breve camera di consiglio, dunque, il collegio ha deciso per le due condanne.

Un brutto incidente di percorso per un personaggio, De Blasi, che ha già fatto parlare di sé le cronache, soprattutto giudiziarie. Non è difficile trovare tracce delle sue imprese su e giù per l’Italia, dalla Lombardia alla Campania, passando per la Toscana. In genere è stato accusato di piccole e grandi truffe, un genere che pare gli si addica. Truffe semplici, però, di quelle che cadono in prescrizione nel giro di pochi anni (come quelle che gli hanno contestato a Prato). L’errore è stato aver messo in piedi quella società e averla fatta fallire. Il reato di bancarotta, infatti, si prescrive in tempi molto più lunghi. Ed è stato questo particolare che alla fine ha fregato il truffatore.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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