Sicurezza
Si alza il sipario sul salone “Pitti Uomo”
Venti le aziende del distretto che partecipano alla kermesse fiorentina con uno sguardo ai mercati
PRATO. Oltre a essere una piattaforma importante a livello internazionale per il lancio di nuovi prodotti d’abbigliamento maschile, Pitti Uomo resta per le aziende del distretto tessile pratese un termometro significativo per misurare l’andamento del settore e raccogliere segnali utili per orientare la produzione.
Si alza oggi il sipario sull’edizione numero 82 del salone: 1065 i marchi che esporranno alla Fortezza da Basso di Firenze fino a venerdì 22 le collezioni dell’estate 2013, dei quali 390 provenienti dall’estero (il 36,62%) e oltre venti prodotti da aziende con sede nel distretto. Dopo il debutto dello scorso gennaio, torna per la seconda stagione consecutiva “Up to be”, la linea maschile realizzata dall’azienda Beste di Cantagallo. Del padiglione centrale è ormai un habitué lo stand di “Montezemolo”, griffe storica del distretto oggi guidata dall’imprenditore Lorenzo Guazzini del Gruppo sartoriale International; ma saranno presenti in Fortezza, tra gli altri, anche i capi pratesi firmati “Bob”, “Aida Barni”, “Daggs”, “Alessandro Gherardeschi” nonché le sciarpe di Faliero Sarti. Il tema che farà da filo conduttore alla manifestazione, è il connubio tra cibo e moda: un progetto (“Wonderfood”) che coinvolge una selezione di marchi internazionali presenti tra gli espositori, i quali hanno realizzato appositamente per l’occasione gli abiti indossati dai 35 manichini travestiti da spaventapasseri per fare la guardia a una serie di orti allestiti nell’ambito del salone. Quanto all’andamento del settore, le previsioni per quest’anno sono incerte: se la moda maschile ha archiviato un 2011 mettendo a segno una crescita pari al 4,2%, sulla base di un’indagine campionaria condotta da Sistema moda Italia su un panel di aziende operanti nella moda uomo, risulta che il fatturato del primo trimestre del 2012 non è cresciuto rispetto a quello del 2011 e che la maggioranza degli imprenditori intervistati (il 58,3%) teme addirittura un peggioramento della situazione. Ma al di à di queste indicazioni relative all’inizio del 2012, segnali più precisi sono attesi dall’appuntamento fieristico in corso. L’export si è rilevato il principale motore di crescita del 2011, con un aumento percentuale di vendite all’estero che ha sfiorato l’11% arrivando a quota 4,9 miliardi. Tutti i comparti hanno registrato buone performance: il vestiario ha chiuso l’anno segnando un + 4,7% e prosegue il trend favorevole per la maglieria e l’abbigliamento in pelle, rispettivamente in crescita del +4,4% e del 9,2%. Anche la camiceria maschile evidenzia un aumento del 1,9%.
Barbara Burzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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