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Prato

Caverni s’infuria: «Non faccio favori al mio socio in affari»

Caverni s’infuria: «Non faccio favori al mio socio in affari»

S’infiamma la polemica sulla chiusura di via di Canneto: «L’unico motivo è la tutela dell’incolumità dei cittadini»

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PRATO. L'assessore alla Mobilità Roberto Caverni si è arrabbiato e non poco dopo aver letto l’articolo pubblicato sull’edizione di ieri nel quale si dava conto della sua decisione di chiudere al traffico un tratto di via di Canneto. Decisione osteggiata da molti residenti di Canneto. Ma il motivo dell’arrabbiatura sta nel fatto che il Tirreno ha reso noto che in via di Carteano, cioè nella zona interessata dagli effetti della limitazione al traffico, abita Andrea Gramigni, socio dell’assessore nel lanificio Caverni & Gramigni.

«Sono lontanissimi da me e dal mio modo di pensare ed agire, soprattutto come pubblico amministratore e rappresentante istituzionale - ha scritto Caverni in una nota diffusa ieri - comportamenti che possano favorire per motivi personali Tizio o Caio a discapito di un altro. Oltrettutto l'articolo riporta notizie inesatte: il mio socio non abita in via di Canneto, ma a Carteano, e quindi non trae alcun vantaggio dalla chiusura della strada».

In realta il Tirreno ha scritto, correttamente, che Gramigni abita in via di Carteano, spiegando perché la strada è interessata dagli effetti del divieto.

«Inoltre - aggiunge Caverni - i mezzi che vi transitano non sono 120 all'ora, come erroneamente riportato, ma 100 nelle due ore di punta del mattino, all'ingresso a scuola e al lavoro, e 100 nelle due ore di punta del tardo pomeriggio, al rientro, come dimostrano i rilievi effettuati con apposite strumentazioni dall'Ufficio Traffico, che sono comunque consultabili».

Lo stesso Caverni, però, venerdì sulla Nazione aveva dichiarato quanto segue: «Il tratto in questione non può sostenere un traffico del genere (si parla di 120 veicoli l’ora dai rilevamenti fatti)». Dunque 120 auto all’ora, per tutto il giorno. E non ha ritenuto di smentire quelle parole.

«Le uniche motivazioni che stanno alla base del provvedimento di limitazione del traffico - spiega Caverni - sono l'incolumità e la sicurezza dei cittadini e la tutela di una bellissima zona verde, che viene così restituita ai pratesi per fare delle passeggiate o delle girate in bicicletta senza correre il rischio di essere investiti. Quella strada, vista la strettezza della carreggiata, deve poter tornare a questa destinazione e non può certo essere la scorciatoia per il traffico dai Comuni della Vallata a viale Borgovalsugana e viceversa».

Caverni sottolinea poi che la richiesta di un intervento di limitazione del traffico venne avanzata anche alla passata amministrazione comunale da parte degli abitanti di Filettole e Carteano, su cui si riversavano i mezzi in transito sulla "scorciatoia", e che il provvedimento è stato comunque illustrato alla Commissione consiliare Mobilità prima dell'adozione.

E qui i casi sono due. O il divieto di transito che verrà presto istituito su un tratto di via di Canneto non avrà effetti sugli abitati di Filettole e Carteano, come afferma l’assessore quando dice che «il mio socio abita a Carteano e quindi non trae alcun vantaggio dalla chiusura della strada». Oppure sbagliavano quei residenti di Filettole e Carteano che chiedevano la chiusura per allontanare le auto che percorrono la “scorciatoia”. Un dilemma che al momento non trova risposta. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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