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Prato

Un tutor per le aziende che vogliono emergere

Un tutor per le aziende che vogliono emergere

Il piano di Enrico Rossi prevede di lavorare sulla conoscenza delle norme Scoppia la polemica. Milone e Mazzoni: «Suvvia, non siamo ridicoli»

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PRATO. Un tutor per le aziende orientali che decideranno di uscire dall’illegalità che sarà in grado di evidenziare le criticità e di aiutare le aziende a risolverle. Ovviamente il tutto sarà accompagnato dalla firma di un vero e proprio accordo di emersione. E’ uno dei passaggi del progetto Prato elaborato dalla Regione Toscana e su cui si impegnerà il presidente Rossi in prima persona e che sta creando forti dibattiti in città.

Il progetto che si divide in grandi temi (chiamati ciminiere) prevede di unire i due distretti pratesi lavorando su legalità e integrazione.

Il primo step per farlo sarà quello di arrivare ad avere una mappatura delle realtà imprenditoriali e commerciali da portare sulla strada dell’emersione, poi dopo un periodo di formazione sarà selezionato un gruppo di giovani che avranno lo scopo di approcciare le aziende e quindi mettere in atto interventi specialistici affidati a dei tutor.

Un progetto che ha subito fatto scattare le polemiche

Mentre l’assessore all’integrazione Giorgio Silli non ha bocciato in toto il progetto, il collega alla sicurezza Aldo Milone è andato giù duro nelle critiche.

«Il contenuto del suo progetto è risibile», ha commentato.

«Vedere i cinesi disposti, come scolaretti, a recepire la lezione sulle norme da rispettare per essere in regola è pura follia e spreco di soldi pubblici. Se proprio si vuole dare un'occupazione ai giovani disoccupati, sicuramente questi soldi si possono utlizzare in maniera diversa e più costruttiva. Non è necessario essere un economista per comprendere che se il confezionista cinese dovesse rispettare le norme che regolano un'impresa, finirebbe subito fuori mercato in quanto il costo della merce prodotta lieviterebbe in maniera sproposita tale da non renderli più competitivi rispetto ai loro connazionali che producono in Cina».

Stessa posizione per il coordinatore del Pdl Riccardo Mazzoni.«Il governatore Rossi non finisce mai di stupire. Dopo essersi comportato come lo sceriffo di Nottingham nei confronti di Prato, sequestrando con la variante al Pit 800 ettari in un'area strategica per lo sviluppo della città, ora vorrebbe risolvere la questione cinese con un incredibile machiavello. Rossi, infatti, ha la pretesa di stroncare il traffico di clandestini gestito dalla mafia cinese , di far emergere l'evasione pressoché totale del distretto parallelo, di mettere sotto controllo il fenomeno dei money transfer non con un rafforzamento dell'opera di prevenzione e repressione, precondizione essenziale per una futura integrazione, ma reclutando un gruppo di Giovani Marmotte che dovrebbero andare, come il buon samaritano, di azienda in azienda a convincere gli schiavisti a diventare più buoni».

Ilenia Reali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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