La manifestazione
La goliardia? È una cosa d’altri tempi
Anche gli scherzi ai professori sono scomparsi: «Battute a parte, oggi con i docenti c’è dialogo»
PRATO. Un capitolo a parte, nel romanzo "Compagni di scuola" lo meritano sempre le marachelle. Scherzi goliardici, piccoli guai ed avventure che a diciottanni si fanno con leggerezza e che, quando si cresce, si ricordano sempre con un po' di nostalgia. Il nostro trio del Copernico ce ne racconta qualcuno, accompagnato anche da iniziative costruttive che, contemporaneamente, i ragazzi hanno portato avanti con impegno.
«Lo spirito goliardico nelle scuole si è un po' perso - spiega Francesco Tulini, del gruppo delle Tube -. C'è chi entra nel gruppo solo per diventare popolare e indossare il cappello, piuttosto che per reale convinzione nell'ordine. Al Copernico la goliardia funziona ancora. Anche quest'anno ne abbiamo combinate delle belle. Lo scherzo al Livi con i bicchieri pieni di urina, che è pure finito sui giornali e uno striscione "spiritoso" lasciato fuori dal Buzzi, che per tradizione è una scuola "senza donne". Quest'anno abbiamo anche vinto le Feriae goliardiche, diciamo che la tradizione non si è persa, anche se i "seguaci di Golia" di un tempo forse non ci sono più».
«Ma non abbiamo solo scherzato - aggiungono Alessandro Demma e Giuseppe Allocca- abbiamo anche e soprattutto portato avanti le iniziative della scuola, su tutte l'Agorà».
«Quest'anno è venuto Pieraccioni- spiega Francesco, il rappresentante d'istituto, ma abbiamo invitato nelle passate edizioni anche l'onorevole Lulli, i fratelli Veronesi, Panariello e altri big a scuola per confrontarci su questioni d'attualità e cultura. L'ironia non ci manca, ma abbiamo sempre cercato di dimostrare anche altre qualità, senza perdere tempo».
E i vecchi scherzi ai professori che fine hanno fatto? «Scherzi pesanti non li abbiamo mai fatti- confessano i ragazzi- la scuola è cambiata, oggi con i docenti c'è dialogo, i ragazzi collaborano con il preside e i docenti, poi la battuta ci scappa, a volte ci sono delle incomprensioni, ma il rispetto vince».
«Di recente abbiamo anche cambiato il preside- concludono- all'inizio sembrava un dirigente severo e intransigente, uno di quelli che mette tutti sugli attenti, e invece si è rivelato un uomo presente, disponibile, che sta facendo davvero molto per la scuola». (m.m.)
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