La manifestazione
Amori, scherzi e litigi: 5 anni stupendi
Giuseppe, Francesco e Alessandro raccontano la loro esperienza: «Partimmo in 26, al traguardo siamo in 18»
PRATO. Pochi legami nella vita, lasciano l'impronta indelebile di quello che si crea tra compagni di scuola. Perché condividere per cinque anni - tutti i giorni - l'ansia delle interrogazioni e dei voti, le confidenze durante la ricreazione, le battute nello spogliatoio prima della lezione di educazione fisica e ancora le gite di classe, gli amori e le marachelle, non è certo cosa da poco. E' un po'quello che ci raccontano tre studenti del liceo Copernico (Giuseppe Allocca, Francesco Tulini e Alessandro Demma) della 5°FS, in questi giorni alle prese con il grande ripasso prima dell'inizio delle prove di maturità.
Tre studenti come tanti, pieni di interessi e passioni e con una gran voglia di tagliare il traguardo del diploma. La lunga convivenza in classe, li ha resi in questi anni affiatati e complici, tanto che i ragazzi stanno già organizzando un viaggio a Barcellona, per festeggiare la fine degli esami. Tra aneddoti, goliardia, pettegolezzi di classe e top ten delle simpatie, abbiamo ripercorso con loro, i cinque anni trascorsi al Copernico.
«E' stata una bella avventura- commenta Giuseppe Allocca, lo sportivo del gruppo, giocatore di pallanuoto. Abbiamo condiviso molto e la scuola ci ha permesso di crescere insieme, coltivando le nostre passioni. Poi abbiamo cominciato a frequentarci anche fuori, ad uscire la sera, a fare le vacanze d'estate e l'amicizia è andata oltre il semplice appartenere alla stessa classe».
«Quando siamo partiti in prima eravamo ventisei- racconta invece lo spigliato Francesco, uno dei rappresentanti dell'istituto, detto anche "Tulo" o "Tuborg" -. Poi alcuni si sono persi per la strada, altri sono stati bocciati e in quinta ci siamo arrivati in diciotto. La scuola, soprattutto per me che quest'anno ero rappresentante e sono entrato anche a far parte del gruppo goliardico delle Tube, è diventata una seconda casa. Tutto questo il prossimo anno mi mancherà».
«Non mi sono integrato fin da subito nella classe- aggiunge invece Alessandro - poi con il tempo sono riuscito a farlo e oggi sento di aver trovato dei veri amici. A settembre ci iscriveremo tutti e tre a Ingegneria a Firenze, una scelta che hanno fatto molti in classe nostra, noi facciamo sperimentazione informatica e abbiamo dedicato molte ore alle materie scientifiche».
L'amicizia si è consolidata anche attraverso qualche litigio perché - si sa - tra ragazzi le bravate non mancano, ci si prende in giro, si scherza, ci si tiene il muso, ma poi alla fine si fa pace, anche con il più secchione, anche non vince il premio in simpatia.
«Di storie da raccontare ce ne sarebbero tante- spiega Francesco- in classe nostra si è formata una coppia, ci sono stati dei flirt e le discussioni non sono mancate. Litigi per le interrogazioni programmate, le forche, piccole discussioni e a volte invidie, come in ogni normale convivenza. Con i professori abbiamo avuto sempre un rapporto buono, il prof d'arte Claudio Puccetti "il Puccio", quello di ginnastica e la prof. d'inglese, Paola Ghepardi, ce li abbiamo dalla prima e per noi sono dei miti».
«Poi ci sono Fabio il barista e Federico- aggiunge Giuseppe- due icone della scuola. Al Copernico li conoscono tutti e quando andiamo a prendere la merenda, la battuta ci scappa sempre». Qualcuno poi capita che venga ribattezzato, «ci siamo dati dei soprannomi- racconta Alessandro- tra i più gettonati c'è il "Manno", Gianmarco Franchi, il disegnatore della classe, un mezzo artista. Ha passato cinque anni disegnando, lui sta attento così, quando i professori spiegano e fa dei capolavori. Ha anche fatto una caricatura della classe, con tanto di Hu detto "Franco" in partenza, armato di fagotto. Un nostro compagno cinese, che a metà anno si è trasferito in Olanda con la famiglia».
«In questi anni non sono mancati neanche i progetti- spiegano ancora i ragazzi- dai tornei sportivi, al giornalino della scuola fino alle certificazioni e alle competizioni didattiche. La scuola l'abbiamo vissuta non solo frequentata e non sarà facile rinunciare a questa quotidianità, anche se la voglia di finire è tanta. Per adesso l'ansia dell'esame non si fa sentire troppo, stiamo ripassando e facendo simulazioni delle prove scritte, speriamo la paura non ci assalga tutta d'un colpo. Le ragazze sono molto più in tensione invece, non parlano d'altro. Anche con loro si è creato un buon rapporto. Certo fanno comunella tra femmine, hanno interessi e argomenti di conversazione diversi, ma la classe è unita».
«Di sicuro ci porteremo nel cuore i momenti più belli passati insieme- interviene ancora Francesco. Dalle gite, in terza siamo stati a Pompei ed Ercolano, mentre quest'anno una settimana a Parigi, gita indimenticabile; fino alle interrogazioni "sterminio" e a qualche compito impossibile da svolgere. Una cosa è certa, cinque anni non te li scordi in un momento. Ieri sera siamo stati da Soldano per la cena di fine anno con i professori e una volta finiti gli esami andremo a Barcellona per festeggiare».
« Il Copernico è stata un'ottima scuola, che consigliamo a chi voglia iscriversi a un liceo. Speriamo che l'esame sia un'esperienza positiva come lo sono stati questi cinque anni. Fateci un super in bocca a lupo».
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