La manifestazione
Rossi coordina il progetto Prato
Il presidente presenta il piano di emersione e si impegna in prima persona con industriali e istituzioni
PRATO. L’occasione l’ha colta Enrico Rossi. L’occasione ghiotta di una Prato che ha voglia di rimettersi a un tavolo e lavorare insieme. Il presidente della Regione ieri, al termine di una due giorni al Polo universitario sul rilancio di Prato, quel tavolo lo ha proposto e ci ha messo sopra anche i suppellettili necessari: il progetto elaborato dalla Regione sull’emersione e la promozione delle imprese pratesi e sull’innovazione del welfare con l’individuazione e la presentazione di interventi sul disagio sociale.
Pochi giri di parole nell’intervento di Enrico Rossi. «Nelle parole del nuovo presidente degli industriali - ha esordito - ci sono segnali positivi nella prospettazione del futuro ed io qui voglio prendermi degli impegni. Entro l’estate porteremo il progetto per Prato all’approvazione della giunta regionale con i fondi necessari alla partenza. Da settembre continueremo i sondaggi in Europa, per capire se c’è la disponibilità ad ottenere dei finanziamenti, e su questo sono ottimista, e poi a Roma dove dovranno esserci interventi, prima o poi, sullo sviluppo. Comunque il prossimo appuntamento è tra 15-20 giorni per un primo incontro informale a un tavolo in cui coinvolgerò associazioni, sindacati e istituzioni di Prato e lì valuteremo la delibera da portare in Provincia».
E poi la mano tesa di Rossi che ha deciso di impegnarsi in prima persona. «Se non dispiace vorrei essere io a presiedere quel tavolo».
Una conclusione che nasce dopo che anche ieri, come già era successo nell’incontro in Provincia, c’era stata un’apertura della console cinese che nel suo intervento aveva ribadito la disponibilità a cercare una collaborazione. «Promuovere un progetto per favorire l’emersione - è intervenuta Zhou Yunqi- aiuta tutti e anche riportare legalità e migliorare il wlefare aumenta la qualità della vita. Chiedo ai miei connazionali di imparare la lingua italiana in modo che così sia più facile conoscere le regole di questo paese e rispettarle e chiedo ci sia una maggiore partecipazioni alle attività istituzionali assumendosi delle responsabilità sociali. La comunità cinese però ha bisogno di comprensione e di un po’ di pazienza per superare i problemi radicati. Serve un periodo per adeguarsi».
Un intervento ripreso da tutti gli altri relatori, Angelo Colombo della Uil, Anselmo Potenza per Rete imprese Carlo Longo per la Camera di commercio e Andrea Cavicchi neo presidente dell’Unione industriale. Anche lui, come la console, ha confermato l’apertura alla collaborazione già venuta fuori in Provincia giovedì. «Dobbiamo andare insieme all’estero come ci ha detto l’ambasciatore in Proivincia , dobbiamo inserire i colleghi nei tavoli di lavoro e perché no, come loro devono imparare l’italiano per capire meglio le nostre regole, noi dobbiamo sforzarci di capire la loro mentalità, i loro comportamenti. Insomma anche noi dobbiamo imparare il cinese».
«Insieme abbiamo una potenzialità immensa». A moderare il dibattito il professor Giampiero Nigro che ha evidenziato come la giornata di ieri sia un importante punto di partenza. «La sensibilità emersa oggi, noi più anziani non l’abbiamo avuta - ha commentato -e spero che questo porterà risultati».
Intanto tra 15-20 giorni Prato si trasferisce in Regione per porre le basi per la realizzazione di quanto previso nel progetto integrato di sviluppo dell’area pratese.
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