Sicurezza
Molestie alla figlia della fidanzata
La madre ascoltata in aula: «Non ho creduto alle sue accuse e l’ho persa»
PRATO. «Quando mia figlia mi disse che lui aveva cercato di baciarla e di toccarle il seno, io non l’ho creduta. Credevo fosse una bizza perché non volevo che chattasse con un uomo sposato. La mancanza di fiducia che ho avuto nei suoi confronti, quando era ancora quattordicenne, me l’ha fatta perdere. Anche adesso che ha 19 anni non vive con me ed è già un risultato che possiamo pranzare e cenare insieme». Una testimonianza durissima quella di N., madre di una ragazzina che accusa il fidanzato della madre -una storia durata all’epoca dei fatti un paio di mesi - di averla molestata.
Alla donna che ha dimostrato una forza incredibile riuscendo a trattenere le lacrime per tutta la testimonianza è toccato ripercorrere tutta la storia con l’uomo per capire se ci sono tracce delle molestie di cui la figlia lo accusa. L’imputato era seduto in aula e per tutta la deposizione non ha tolto lo sguardo dalla donna in un colloquio muto in cui la madre ha dato la sensazione di capire cosa davvero accadde nella sua casa cinque anni fa.
Qualcosa che sicuramente ha cambiato la sua vita. «Non so cosa sia successo - ha detto la donna al giudice - se non attraverso il racconto di mia figlia. Io, all’epoca ero innamorata, non potevo pensare che lui potesse aver fatto una cosa del genere. Oggi però avendo visto la sofferenza e il percorso che ha fatto in questi anni mia figlia non posso che crederle.Se avesse mentito negli anni i comportamenti sarebbero stati diversi».
Una testimonianza fiera che ha retto anche al fuoco di fila di domande dell’avvocato Francesco Cerruto, difensore dell’uomo, che più volte ha cercato di mettere in contraddizione la donna. «Ho perso mia figlia - ha ripetuto più volte la donna - perché non le ho creduto. In quel momento è venuta meno la sua fiducia nei miei confronti e ancora oggi il nostro rapporto ne paga le conseguenze. Io da allora non posso imporre la mia presenza come madre. Non l’ho difesa quando serviva».
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