Il dolore
Un progetto per le antiche mura della città
La Piacenti è candidata a restaurarle. Tutto pronto per una joint venture con la Cina
PRATO. E’ la società pratese con il progetto più ambizioso in Cina. E probabilmente quella che più intensamente ci sta lavorando. La Piacenti Restauri è una delle aziende che avrà uno spazio a “Principi d’Italia” e che ha avviatissimi rapporti con il governo cinese. Nella struttura commerciale del collega cino-pratese aprirà un centro di restauri dove sarà fatta anche formazione ma soprattutto mira a avviare rapporti tali da rimanere in modo stabile nel paese del Dragone dove i beni artistici e storici da restaurare sono sufficienti a dare lavoro a tutto il settore del restauro d’Italia. «L’obiettivo - spiega Giammarco Piacenti - è quello di creare una società di diritto cinese con capitali italiani e grazie a una joint venture con lo Stato aprire una collaborazione per occuparci dei restauri del loro patrimonio che è immenso e splendido».
La Piacenti dovrebbe essere operativa nella Regione di Anhui in autunno e già ha presentato un progetto pilota alla vicina Nanchino per restaurare le antiche mura della città: 24 chilometri di lunghezza per un’altezza di 25 metri e una larghezza di 8. «Un percorso pedonale dove ogni mattone ha riportato sopra la propria storia: chi l’ha fatto, chi l’ha controllato, chi l’ha posizionato 700 anni fa. Uno splendore».
Non si ha idea finché non si va a vedere del patrimonio che c’è. «Qui da noi si dice che in Italia c’è il 70% dei beni storici. Basta andare in Cina per rendersi conto che è una favola che ci raccontiamo. Solo il museo di Hefei, una struttura nuova e enorme costruita recentemente, conserva al suo interno 500.000 pezzi da restaurare che si stanno degradando».
E non si degraderanno. «Perché la Cina ha messo la cultura e il recupero della sua storia al quinto posto del dodicesimo piano di sviluppo. Insomma, loro stanno crescendo anche da questo punto di vista».
Un’opportunità quella di lavorare con quel paese che Piacenti ha cominciato a mettere a punto un paio di anni fa. «Con l’azienda stavamo lavorando sull’internazionalizzazione e la Cina era ovviamente uno dei paesi più interessanti per noi. Abbiamo partecipato al primo viaggio della Provincia e ci siamo resi conto delle opportunità che c’erano.Si ragiona di un ritorno non prima di due anni ma non si può restarne fuori».
Ilenia Reali
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