Attenzione
Cause contro il nuovo negozio
Cisl all’attacco di “Essere e Benessere”, la catena milanese: «Comportamenti scorretti»
PRATO. Mentre vengono inaugurate le parafarmacie della catena milanese Essere e Benessere il sindacato ipotizza una violazione degli accordi sindacali. «L’azienda – spiega Fabrizio Scatizzi della Cisl – non si è comportata correttamente, proporremo ai dipendenti una causa individuale. In oltre quarant’anni di attività nel sindacato non mi era mai capitata una situazione simile. Sono molto preoccupato: come mai vengono violati così palesemente certi accordi?».
La vicenda riguarda settecento lavoratori ex Blockbuster che a Prato si riducono a dieci, cinque per ciascuno dei due negozi presenti in città (il punto vendita di Via Valentini, tra l’altro, fino al giorno della sua chiusura ha sempre avuto un bilancio in attivo).
«Secondo l’accordo – spiega Scatizzi - la scelta sulle nuove assunzioni avrebbe dovuto riguardare un dipendente per ciascuno dei due punti vendita i pratesi, selezionato in base ad un colloquio che fosse inquadrato con il V o il IV livello». In realtà, secondo il sindacato, le cose sono andate diversamente; i dipendenti di Prato a maggio hanno ricevuto una lettera su carta intestata “Essere e Benessere” che gli invitava a mandare il proprio curriculum la fotocopia dell’ ultima busta paga e di un documento all’ agenzia fiorentina di Adecco, che a sua volta avrebbe dovuto provvedere a fare un colloquio. «Così non è successo – spiega Scatizzi – i lavoratori si sono presentati all’ agenzia interinale dove la selezionatrice, su richiesta della stessa azienda, si è limitata a compilare un questionario tecnico in cui sono stati raccolti dati del lavoratore. Nessun’altra domanda è stata fatta, in pratica la selezione è avvenuta consultando dei documenti che gli stessi lavoratori avrebbero potuto spedire direttamente».
All’ inizio di giugno vengono selezionati i candidati, ma a differenza di quanto sancito dall’ accordo firmato dai tre sindacati, tutti appartengono al I o al II livello e addirittura, per l’ex negozio di via Valentini avendo rinunciato l’unico store manager presente, è stata richiamata una lavoratrice da Livorno, che però aveva la residenza a Prato. Anche in questo caso non è stato fatto nessun colloquio attitudinale o motivazionale, i candidati hanno dato la loro adesione e poi sono stati mandati a seguire un corso di formazione intenso di qualche giorno. Per gli altri resta solo la cassa integrazione per sei mesi. I neo assunti però hanno firmato un contratto che prevede l’inquadramento al IV livello, come dire prendiamo l’esperienza pagandola a un prezzo minore.
«Legalmente – spiega Scatizzi – è possibile abbassare il livello di assunzione, ma non cambiare le carte in tavola come è stato fatto». A suscitare la rabbia di sindacato e lavoratori anche un annuncio di lavoro comparso qualche giorno fa sulla stampa locale, in cui Essere e Benessere annunciava di cercare personale per i nuovi negozi. «Prima di attingere dalle liste esterne – conclude Scatizzi – bisogna esaurire quelle dei dipendenti Blockbuster, e la lista è veramente lunga, soltanto a Prato sono in otto».
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