Il dolore
Mappa sulle aree sismiche risultati pronti a settembre
VALDIBISENZIO. Come reagirebbe il territorio della provincia di Prato ad un terremoto simile a quello che ha colpito l'Emilia? E' questa la drammatica domanda a cui la Provincia e la Fondazione Prato...
VALDIBISENZIO. Come reagirebbe il territorio della provincia di Prato ad un terremoto simile a quello che ha colpito l'Emilia? E' questa la drammatica domanda a cui la Provincia e la Fondazione Prato Ricerche stanno per dare una risposta. La Provincia, investendo in prevenzione, ha deciso di mappare il territorio approfondendo la classificazione nazionale sul rischio sismico e partendo proprio dalle aree che sono segnalate come più sensibili, la Val di Bisenzio e Montemurlo.
«E' un momento in cui l'attenzione su questi temi è alta, ma in verità da tempo stavamo pensando di affidare uno studio approfondito - dicono il presidente della Provincia Lamberto Gestri e l'assessore Stefano Arrighini - Oltretutto ogni euro speso in prevenzione significa molti soldi risparmiati in ricostruzione. In questo progetto la Provincia impegna circa 40 mila euro con l'obiettivo di dare un contributo serio ed efficace alla sicurezza del territorio e delle persone che ci vivono».
Lo studio, che sarà condotto dall'Istituto geofisico Toscano - Fondazione Prato Ricerche, mapperà il territorio attraverso microzone, nelle quali sarà studiato l'effetto dell'onda sismica con indagini strumentali e geologiche. «L'impatto di un'onda sismica dipende in gran parte dal terreno che attraversa - spiega il direttore della Fondazione Prato Ricerche Gilberto Saccorotto - I terreni più pericolosi sono quelli costituiti da sabbie e ghiaie, come le valli riempite dai detriti dei corsi d'acqua». Per questo motivo lo studio delle caratteristiche geologiche ha grande rilevanza nel calcolo del rischio. La ricerca partirà dalla Val di Bisenzio e da Montemurlo, le zone della provincia più vicine all'Appennino, dove hanno origine la stragrande maggioranza dei fenomeni che interessano il nostro territorio. Sarà operativo a settembre e darà i primi risultati già nella primavera 2013.
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