Sicurezza
Una passione lunga 35 anni Luisa e l’arte del restauro
PRATO. Per venti anni ha lavorato alla Soprintendenza, da quindici si è messa in proprio aprendo un laboratorio di restauro al numero 38 di via dell’ Artigianato. Luisa Giusti, 56 anni, l’esperienza...
PRATO. Per venti anni ha lavorato alla Soprintendenza, da quindici si è messa in proprio aprendo un laboratorio di restauro al numero 38 di via dell’ Artigianato. Luisa Giusti, 56 anni, l’esperienza l’ha maturata sul campo quando ancora giovanissima e col pallino per l’archeologia e la storia dell’arte si candidò a entrare a far parte della squadra della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana con sede a Firenze. «L’organismo si è formato proprio in quegli anni per sopperire al grande bisogno di restauro creatosi nel periodo post alluvione – racconta Giusti – stavano cercando personale da inserire e io ottenni il posto dopo un primo incarico agli scavi archeologici di San Casciano: all’epoca arrivavano reperti da tutta Italia e si lavorava su vari fronti, dal monumentale all’archeologico».
Il bagaglio di esperienza accumulato negli anni è servito da spinta affinché Giusti si decidesse ad aprire, un giorno, un laboratorio tutto suo .
«Sono tanti i lavori che ho seguito - racconta la restauratrice – ai tempi della Soprintendenza ho partecipato, tra le altre cose, anche alla ripulitura di gran parte dei Bronzi Dorati di Cartoceto, mentre su Prato ho eseguito il restauro del monumento a Gaetano Magnolfi in piazza della Pietà, quello del tabernacolo della Guglia alla Castellina e del Ninfeo di Villa del Mulinaccio a Vaiano».
Ma il ciclone della crisi economica non ha risparmiato nemmeno i comparti dell’arte e del restauro. «Gli enti pubblici hanno iniziato a destinare meno soldi di prima al recupero e alla manutenzione del patrimonio artistico – spiega – da parte mia, avendo esperienza in tutti i settori, ho cercato di sopperire alla carenza di appalti concentrandomi sul privato e aprendo la mia attività anche al restauro dell’oggettistica di antiquariato».
Un sogno nel cassetto? «Quello di lavorare di più per la mia città – conclude Giusti – in particolare, visto che sono in corso i lavori per la riapertura del museo civico di Prato, mi piacerebbe moltissimo partecipare al restauro dell’oggettistica interna». (ba.bu.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
