Finanza
«Da Cenni e Bernocchi grave danno alla città»
Ilaria Bugetti, segretaria provinciale del Pd avverte: «Vigileremo affinché i soldi che arrivano non vengano impiegati per tappare il buco del bilancio»
PRATO. Comune-Consiag-Estra, un triangolo che nell'ultima settimana ha agitato i sonni dei politici pratesi. Accordi segreti a tenuta stagna, in un mondo in cui la riservatezza sembra essere diventata una categoria dello spirito di hegeliana memoria; ombre che si allungano a destra ma che non risparmiano la sinistra. Acque pubblicamente agitate nel Pd, dove qualche esponente legge la vicenda più in funzione del futuro politico della segretaria provinciale Ilaria Bugetti che per la questione in sé; acque appena appena increspate nel Pdl, dove non tutti, dietro il sipario, sono disponibili a spellarsi le mani per applaudire l'assessore Filippo Bernocchi, architetto dell'operazione-gas.
Adesso scende in campo proprio Ilaria Bugetti, segretaria provinciale del Pd e sindaco di Cantagallo, quindi doppiamente interessata alla querelle, che, pur non soffrendo di alcuna sindrome, un po’ di accerchiamento lo avverte.
Segretaria, ecco la domandona: i sindaci erano a conoscenza dell'accordo tra Comune, Estra e Consiag? Ovvero, potevano non sapere?
«Non sapevamo. Siamo stati chiamati a metà gennaio. In quell'occasione ci parlarono della valorizzazione delle reti comunicando che gli avvocati erano al lavoro per tutelare l'azienda. Ci dissero del documento che non venne fornito per motivi di riservatezza».
E voi non foste sufficientemente curiosi. Su quel documento di dicembre c'era anche la firma di Abati, presidente di Consiag ma nome pesante dentro il Pd. Possibile che non vi abbia informato del contenuto?
«Glielo abbiamo chiesto, lui ci ha risposto che gli avvocati erano al lavoro e che i partiti non dovevano entrare nel merito della questione».
Un segreto che ha resistito quasi sei mesi, nonostante le numerose persone coinvolte e la necessità di un atto deliberativo da parte del Comune. Sembra incredibile.
«Evidentemente hanno lavorato bene gli avvocati».
Se, come la definisce Menchetti, Consiag è l'azienda pubblica più grossa e strutturata della Toscana, come ha fatto a perdere una gara così importante, per giunta nella propria città?
«È quello che mi chiedo anch'io e che vorrei sapere. Perché a parità di offerta, è stata scelta Toscana Energia? Rispetto a ricavi di 120 milioni, ci sono spese di 180 milioni: qual è l'interesse di Toscana Energia in questa operazione? Il problema è che qualcuno ha voluto regalare Consiag a Firenze e Pisa».
Qualcuno chi?
«Questa amministrazione ha iniziato da subito una campagna di distruzione di Consiag per interessi politici. Consiag era la fissazione dell'assessore Bernocchi».
È però legittimo che i nuovi amministratori vogliano intervenire anche sulle partecipate.
«Anche il centrodestra, in tutte le realtà nelle quali governa, sta dentro le partecipate in maniera bipartisan. Vorrei ricordare, che per due volte abbiamo chiesto, inutilmente, al sindaco Cenni di assumere la presidenza di Consiag, sarebbe stato meglio se si fosse messo in gioco».
Va detto, che la maggioranza fin dalla campagna elettorale non aveva mai nascosto le proprie intenzioni sulla partecipate.
«La maggioranza aveva anche fatto della pratesità una delle bandiere della propria campagna elettorale. Adesso Consiag è stata smantellata a favore di Toscana Energia: dov'è finito quell'orgoglio di Cenni. Tra l'altro, non dimentichiamo che Consiag rappresenta uno dei pilastri su cui si regge un indotto importante. Che ne pensano gli imprenditori di questa operazione?».
Già, che ne pensano, non pare ci siano state grandi reazioni.
«Bernocchi sta facendo un lavoro fumoso, sottobanco: quale obbiettivo si vuole raggiungere? E, soprattutto, a chi risponde Bernocchi, al sindaco, al Pdl pratese, al Pdl regionale?».
Pratesità a parte, perché questa contrarietà ad una operazione che porterà nelle casse del Comune e di Estra un bel pacchetto di milioni?
«Perché in realtà, le bollette non diminuiranno, un tema che Bernocchi non digerisce. Il 23 febbraio avevamo chiesto che si facesse la gara unica per tutti i servizi del Consiag, con le nuove norme: i risparmi sarebbero finiti nelle bollette delle famiglie. Invece la maggioranza si è perfino fatta approvare un emendamento in Parlamento per utilizzare le vecchie regole».
Scusi, la risposta è parziale. Dall'operazione il Comune incasserà 18 milioni una tantum oltre a 7,7 milioni che verranno pagati in due rate, oltre al canone di 1,2 milioni all'anno. Si possono fare tante cose per la città.
«Il sindaco ha sparato sul Consiag individuandolo come l’origine di tutti i mali, adesso è diventato utile perché può coprire il buco del bilancio. Sono curiosa di vedere come costruiranno il bilancio. E c’è una cosa che non mi convince. Se la gara era così appetibile come sostiene Bernocchi, perché non hanno partecipato i colossi nazionali come Era? Temo che alla fine, questa operazione non sarà remunerativa per Toscana Energia».
Questo è un problema di Toscana Energia. A Prato arriveranno tutti quei soldi.
«I soldi che arriveranno, se arriveranno, ci vorranno tre anni per utilizzarli e non potranno essere impiegati al Soccorso per un progetto che nessuno in città vuole, Bernocchi a parte. Temo, invece, che questi soldi serviranno solo a tappare i buchi del bilancio».
Guardiamo al futuro, lei parlava di indotto che alla fine pagherà il conto.
«Consiag aveva generato un indotto importante in provincia, fatto di numerose aziende: che fine faranno? Faccio un solo esempio, tra i tanti, la Global service, azienda che gestisce i servizi per Consiag: che fine farà la cinquantina di persone che ci lavorano. In giro c'è molta preoccupazione».
Guardando al futuro, forse si capisce meglio lo sforzo economico di Toscana Energia. Nel futuro della Toscana c'è un gestore unico dell'energia e l'azienda partecipata dall'Eni si presenterà a quella gara con maggiori possibilità dopo aver acquisito la rete pratese, a differenza di Prato. Quindi potrebbe aver investito per il futuro.
«È indubbio che Prato si sia indebolita nel quadro regionale e al momento della gara per il gestore unico, avremo meno potere contrattuale: questo è il vero danno causato dal centrodestra alla città, ha indebolito le nostre prospettive. Per cosa? Alla fine ci accorgeremo che nelle casse del Comune saranno arrivati a malapena 12 milioni di euro. Per noi, invece, il ruolo delle multi utilities è fondamentale e su questo lavoreremo, anche se dopo la vicenda Consiag sarà tutto più difficile. Sarebbe stato meglio se il sindaco avesse lavorato con noi invece di fare giochetti sottobanco».
Il ricorso dei sindaci avverso la decisione del Tar è ancora in piedi o è stato accantonato?
«Spero che Estra faccia ricorso contro l'esito della gara, in base a ciò che farà Estra, prenderemo una decisione».
Estra ha chiuso un contenzioso col Comune, le pare credibile che ne voglia aprire un altro. E' un auspicio o una indicazione?
«Se fossi Estra, vorrei capire se i criteri della scelta sono legittimi».
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