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Prato

il caso

Condanna pesante, ecco perché

Cinque anni per un grammo di coca, le motivazioni della sentenza

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PRATO. Gli hanno sequestrato un solo grammo di cocaina, ma le indagini hanno accertato che nelle settimane precedenti aveva venduto decine di dosi a numerosi tossicodipendenti pratesi. É quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con la quale il giudice Giulio Fanales ha condannato il marocchino Charaf Badda, 26 anni, a cinque anni di reclusione per spaccio di droga e resistenza a pubblico ufficiale.

Una sentenza che nei giorni scorsi aveva fatto un certo scalpore per la durezza della condanna in un caso che appariva del tutto simile a molti altri episodi di spaccio al minuto di sostanze stupefacenti, che però si sono conclusi con condanne molto meno pesanti.

Le motivazioni depositate in questi giorni dal giudice Fanales cercano così di spiegare come si sia arrivati a una pena così severa al termine di un processo col rito abbreviato, partendo dunque da una pena base di 7 anni e sei mesi, visto che il rito concede all’imputato lo sconto di un terzo della pena.

Le indagini della squadra mobile, come si diceva, hanno accertato che altri clienti, oltre ai due fermati in occasione dell’arresto del marocchino, hanno riferito di aver acquistato dosi di cocaina da Badda, per un totale di circa un centinaio di cessioni. E dunque, nonostante il giovane marocchino risultasse incensurato, il giudice Fanales ha concluso che la sua occupazione principale sia quella di spacciatore e non ha ritenuto di dover concedere le attenuanti generiche, che avrebbero addolcito la pena finale.

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