Il Tirreno

Prato

Altre quattro opere permanenti per festeggiare i 30 anni di Celle

di Riccardo Temestini

Giuliano Gori arricchisce la collezione d’arte ambientale nella villa seicentesca sulla via Montalese con lavori di Loris Cecchini, Luigi Mainolfi, Alessandro Medini e Robert Morris. Pronti anche due libri

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PRATO. Nella nostra città l'eccellenza culturale per l'arte contemporanea non è solo il Centro Pecci, ma ci è riconosciuta in tutto il mondo grazie ad un pratese doc, l'imprenditore Giuliano Gori , che è riuscito a costruire una collezione d'arte ambientale unica - tra l'altro, fattore essenziale in questi tempi di crisi -, senza mai chiedere alcun contributo pubblico. E sabato prossimo La Fattoria di Celle, una stupenda villa a pochi chilometri da Prato, celebra i trent'anni dall'apertura al pubblico, avvenuta il 12 giugno 1982, quando presentò le prime 18 opere delle collezione; oggi la collezione è salita a 75 opere.

Dopo la mostra che la Fondation Maeght ha dedicato alla Collezione Gori in Francia a primavera, sabato a Celle verranno "inaugurate" le nuove quattro opere permanenti di Loris Cecchini (The Hand, the Creatures, the Singing Garden), Luigi Mainolfi (Per Quelli che volano), Alessandro Mendini (Albero meccanico) - di cui sarà realizzata anche una mostra negli spazi espositivi della fattoria - e Robert Morris ( Venus).

Nella stessa occasione, sarà presentata anche Kasauovo, la prima casa a forma di uovo, un progetto di design di Roberto Casati, in linea con gli intenti della collezione, da sempre un laboratorio creativo nella sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi contemporanei. Con spirito di condivisione e corrispondenza, la Fondation Maeght presterà alla Fattoria di Celle la grande scultura “L'Uomo che cammina” di Alberto Giacometti che sarà collocata, di fronte alla bellissima cappella seicentesca: «Un tributo al lavoro appassionato e visionario del suo fondatore Giuliano Gori», spiega Olivier Kaeppelin, nuovo direttore della Fondazione Maeght.

La mostra di Mendini, che avrà sede nell'edificio del parco Casapeppe, di fronte al "Bosco del 1930" dove è installata l'opera Albero meccanico, presenta progetti inediti e una selezione di disegni e lavori storici.

Per il 30° saranno pubblicati, per Gli Ori editori contemporanei, un volume con le principali iniziative temporanee che hanno caratterizzato l'attività della Fattoria di Celle in questi trent'anni, un libro che ripercorre l'amicizia tra Alessandro Mendini e Giuliano Gori con scambio di lettere manoscritte e progetti inediti per la Fattoria di Celle e la nuova edizione della guida della collezione "Un percorso nell'Arte Ambientale". A una trentina di chilometri da Firenze, la Fattoria di Celle, ospita una delle più importanti collezioni al mondo di arte ambientale che Giuliano Gori ha costituito a partire dagli anni Settanta. Qui artisti di livello internazionale sono stati invitati a realizzare delle opere nei suggestivi spazi all'aperto del parco di circa 45 ettari e all'interno degli edifici storici per oltre 3.000 mq. Inaugurata al pubblico nel 1982 con le prime 18 opere di arte ambientale Alice Aycock, Dani Karavan, Fausto Melotti, Robert Morris, Dennis Oppenheim, Anne e Patrick Poirier, Ulrich Ruckriem, Richard Serra, Mauro Staccioli, George Trakas, Nicola De Maria, Luciano Fabro, Mimmo Paladino, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Gianni Ruffi, Aldo Spoldi e Gilberto Zorio, la collezione comprende oggi 75 installazioni permanenti, tra cui le nuove opere che si aggiungeranno quest'anno. Per chiuder ecco alcuni cenni su Kasauovo. Del diametro di 5 metri e altezza 6, Kasauovo è costruita con materiali riciclati, utilizzando i più moderni concetti di ingegneria e eco sostenibilità. L'infrastruttura è in ferro, le pareti esterne di materiali plastici di recupero e quelle interne di legno, mentre i coibentanti sono fatti con tessuti recuperati e trasformati in fibre che creano dei pannelli isolanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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