Sicurezza
Sesso estremo e minacce Il racconto dei genitori
«Mia figlia mi ha detto che una volta il suo compagno l’ha picchiata con una mazza da golf e un’altra volta le ha detto che le avrebbe messo una bomba sotto l’auto. Per questo mio marito
PRATO. «Mia figlia mi ha detto che una volta il suo compagno l’ha picchiata con una mazza da golf e un’altra volta le ha detto che le avrebbe messo una bomba sotto l’auto. Per questo mio marito andava tutte le sere a controllare le macchine parcheggiate per strada».
E’ stata una testimonianza molto sofferta quella che ieri mattina la madre di una donna poco più che trentenne ha reso davanti al Tribunale presieduto dal giudice Ettore Nicotra in un processo nel quale un imprenditore quarantenne è accusato di violenza sessuale e stalking nei confronti dell’ex convivente. Una storia che ha per palcoscenico un quartiere residenziale e che si riferisce a fatti avvenuti tra il 2009 e il 2010. Sul banco dei testimoni, oltre alla madre della donna, hanno sfilato il padre e la sorella, col quale l’imputato ha avuto una precedente relazione.
La madre ha parlato di una mazza da golf, la sorella di una mazza da baseball, ma la sostanza non cambia. L’accusa più pesante rivolta all’imprenditore, figlio del titolare di un importante lanificio cittadino, è di violenza sessuale. Nel marzo dell’anno scorso la sua ex compagna, dopo che nie mesi precedenti l’aveva accusato di maltrattamenti e stalking, disse di essere stata violentata. In particolare di essere stata costretta a un rapporto anale con un oggetto estraneo. «Mi ha detto di essere stata costretta al sesso estremo per calmarlo» ha spiegato la sorella, che aveva conosciuto l’odierno imputato alle elementari. La madre invece ha detto di non aver saputo niente della presunta violenza sessuale. «Le mie figlie non mi hanno detto niente - ha spiegato - Sapevano che mi avrebbe fatto troppo male».
Il processo però non si è concluso. L’avvocato difensore, Massimo Taiti, ha chiesto che vengano acquisiti i “report” del centro anti-violenza La Nara, alla quale la parte lesa (che però non si è costituita parte civile) si era rivolta accusando l’ex compagno. (p.n.)
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