Sicurezza
Il cuore grande dei pratesi salverà il labrador Romeo
Il cane è malato e aiuta Massimo Damato, non vedente, nella vita quotidiana Grazie ai 5mila euro raccolti potrà operarsi alle zampe e tornare alla normalità
PRATO. Inseparabili da sei anni. Nel mezzo: una brutta malattia, una cecità conclamata da nove anni e una lunga pagina di disoccupazione che impedisce di affrontare spese extra.
Quel delizioso labrador nero è la sua ombra, lo segue dappertutto, una bussola quotidiana. Cinque mesi fa, le zampe di Romeo hanno iniziato a perdere forza e il padrone, Massimo Damato, ex autotrasportatore colpito nel 2003 da cecità a causa di una retinopatia diabetica, non sapeva dove sbattere la testa. Disoccupato, il giovane non vedente tira avanti con l’assegno di invalidità dell’Inps per la malattia e l’accompagnamento. Il guaio è che Romeo si era rotto due legamenti crociati.
«Zoppicava e piangeva per il dolore – racconta Massimo -: le pasticche che il veterinario mi aveva prescritto non bastavano ad alleviarlo». Quel cane gli fu assegnato dalla scuola cani guida di Scandicci che nell’ottobre 2006 Massimo, dopo tre anni di estraniamento dal mondo per reazione alla malattia, aveva iniziato a frequentare. Voleva guadagnare quel minimo di autosufficienza, tornare a vivere. E quella speranza si chiamava Romeo.
«Siamo una cosa sola, ormai. Però non mi potevo permettere di pagare quelle cure così costose. Vero è che ho la casa di proprietà pagata con anni di mutuo ma, tra spese per mangiare, bollette e rate varie, mi rimangono in tasca 600 euro». Alle stelle il preventivo della clinica veterinaria: l’intervento chirurgico necessario su Romeo costava 1.200 euro a zampa per un totale di 2.400 euro.
«La mia compagna non lavora per accudirmi. Per le prime visite e le analisi a Romeo avevo già tirato fuori 1.400 euro. Chissà ora per quanto tempo dovrò stringere la cinghia». È bastata una telefonata per innescare una maratona di solidarietà che ha coinvolto le associazioni “Qua la zampa” e “Amici della Bogaia”, gestori rispettivamente delle strutture comunali del canile al Calice e del gattile alla Bogaia. Deus machina dell’operazione, il responsabile dell’ufficio animali del Comune Augusto Bassolino che ha promosso un comitato di cittadini con l'obiettivo di organizzare una cena per raccogliere fondi. E il cuore dei pratesi s’è riscaldato subito a sentire la storia di Massimo e del suo cane malato. Che intanto domenica scorsa, al Quagliodromo a Casale, hanno trovato oltre 300 benefattori pronti a prodigarsi per loro. Così, tra i biglietti venduti per la cena preparata dalle mani sapienti di Roberto Barontini (dulcis in fundo, le trenta torte preparate dalle volontarie) e le sottoscrizioni a titolo personale (sulla PostePay aperta delle volontarie del canile sono arrivate persino donazioni dalla Sicilia per un totale di 300 euro raccolti grazie alla rete di Facebook), sono stati messi insieme quasi 5mila euro.
«Serviranno a sostenere le spese per i due interventi chirurgici sul cane – spiega Bassolino -. Un primo l’ha subito a fine maggio, il prossimo è fissato per agosto. Un altro migliaio di euro sarà utilizzato per rientrare nei costi della cena, mentre il resto sarà distribuito per sostenere i progetti del canile e del gattile». Domenica sera l’amico a quattro zampe, liberato dal gesso e dai punti, è stato festeggiato e coccolato da tutti. «Vorrei lanciare un appello, affinché qualcuno si metta una mano sul cuore e aiuti a trovare un lavoro a Massimo come centralinista», conclude Bassolino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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