Sicurezza
È iniziato il cammino della “Vigna dello sbaglio”
Conclusi i lavori di impianto del nuovo vitigno pinot nero nella tenuta di Bagnolo Produrrà 40 quintali di uva. La prima bottiglia di “cru” sarà pronta nel 2016
MONTEMURLO. La prima bottiglia di pinot nero cru "Vigna dello sbaglio" è attesa nel 2016. Nei giorni scorsi alla Tenuta di Bagnolo, il marchese Vittorio Pancrazi quasi commosso, ha seguito la conclusione dei lavori della nuovissima vigna proprio sul terreno, ben visibile anche dalla vecchia montalese, dove a metà degli anni ’70 fu piantato il primo clone di pinot nero, credendo fosse il "solito" sangiovese.
Così narra la leggenda del celeberrimo cru, l'eccellenza enologica di Montemurlo, che fra 4-5 anni potrà contare su altri 40 quintali di vino, circa 4 mila bottiglie, grazie ad un investimento di 40 mila euro, di cui una decina finanziati dalla provincia.
Un investimento importante, sia per la qualità delle barbatelle di pinot, in arrivo tutte dalla Borgogna, sia per i lavori di smassamento della vecchia vigna con la realizzazione di un impianto di irrigazione, poi il drenaggio, i pali, insomma un impegno iniziato in autunno perché al marchese non andava giù vedere quel campo di erba laddove aveva vinificato il primo pinot nero di Bagnolo.
Dopo 40 anni l'amata vecchia vite non rendeva più e allora, nonostante gli 82 anni, ha deciso di investire di nuovo come ha sempre fatto in questi anni per fare vivere la tenuta della Villa Strozzi ai piedi del Monteferrato.
«È la mia creatura, l'ho amata e l'amo come una donna, ma mi ha dato anche preoccupazioni - confessa sorridendo -. Un anno non voleva piovere, stava per seccare tutto, un altro invece era piovuto troppo, ma in fondo mi ha dato tante più soddisfazioni».
Proprio in questi giorni sono arrivati altri ordini dalla Russia e dalla Cina, ma anche i ristoranti del nord italia vogliono il celebre pinot nero. Ma i più esigenti sono gli svizzeri, specie sulle tavole dei grandi alberghi di Gstaad. E anche le vecchie annate vanno benissimo, come ha verificato a verticale dal ’96 al 2011 guidata dal presidente dell'Ais toscana Osvaldo Baroncelli.
Peccato per la produzione, inferiore del'anno scorso: solo 7-8000 bottiglie, anche per i danni causati da daini e cinghiali, ma la qualità è sempre eccezionale, così come l'olio di Bagnolo, con l'annata 2011 quasi finita, mentre per il pinot è l'annata 2008 l'ultima uscita. Ora manca solo la rete di protezione contro gli ungulati e poi la Vigna dello sbaglio” è finita, con le barbatelle pronte a crescere per 4-5 anni fino alla prima bottiglia del pinot nero di Bagnolo cru “Vigna dello sbaglio annata 2016”.
«Speriamo di vederla», conclude il marchese Vittorio, prima di rispondere al fattore Fabio per una richiesta dagli States.
Riccardo Tempestini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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