Il Tirreno

Prato

viaccia-galceti

C’era una volta... la pista ciclabile

 Altro che ciclabile. Quando va bene il tragitto è ostacolato dall’erba alta che si riversa sulla corsia e nella peggiore delle ipotesi, a metà percorso, tocca tornare indietro a meno che si

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Altro che ciclabile. Quando va bene il tragitto è ostacolato dall’erba alta che si riversa sulla corsia e nella peggiore delle ipotesi, a metà percorso, tocca tornare indietro a meno che si voglia bagnarsi scarpe e pantaloni fin sopra la caviglia. Le scrosciate di acqua di questi ultimi giorni hanno portato alla ribalta il problema all’interno della pista intitolata ad Alfredo Binda, nell’itinerario che da Viaccia conduce alla zona di Galceti, creando un’enorme pozzanghera. Si avvicinano due donne, entrambe dirette verso Viaccia: «Il disagio è piuttosto evidente – commentano Rosella Stefanini e Silvia Guidi, rispettivamente madre e figlia – abbiamo persino provato a lanciare un sasso per misurare la profondità dell’acqua: per evitare di bagnarsi bisogna camminare rasenti ai lati dove però c’è erba alta e incolta».

La maggior parte dei fruitori abita nel quartiere ovest di Prato. Utilizzano quel percorso per fare passeggiate a piedi o sulle due ruote e attraversare comodamente quel tratto di città senza necessariamente dover allungare il tragitto passando da Maliseti. «Da qualche mese, in quel punto della carreggiata si è creato inspiegabilmente un dislivello – aggiunge un altro utente della pista - prima che innalzassero il muretto di protezione dal torrente Bardena non era mai successo». Quello delle buche non è l’unico problema che i cittadini lamentano: ai margini della pista ciclabile, infatti, l’erba è cresciuta abbondante e più velocemente dei ritmi con cui Asm provvede a tagliarla. «Quest’anno non si è visto ancora nessuno passare per la disinfestazione né per tagliare l’erba – aggiunge una signora alle prese con i lavori di giardinaggio - abito proprio qui sopra, se fossero passati me ne sarei accorta. D’altra parte, non possiamo occuparci noi anche della manutenzione della ciclabile». «Quando l’erba cresce velocemente come in questo caso, servirebbe più attenzione»,continua un altro cittadino del posto. «Ma il problema maggiore resta quello delle buche – fa notare – temo però che non sia facilmente risolvibile a meno che non si pensi di costruire una passerella pedonale esattamente nel punto dove si è formato il dislivello».(b.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze