Il Tirreno

Prato

Allianz accusa il re degli assicuratori

di Paolo Nencioni
Allianz accusa il re degli assicuratori

Processo a Piergiorgio Fornello e ai due figli per oltre 800.000 euro di polizze riscosse e non versate. All’asta la villa

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PRATO. Per oltre mezzo secolo, il nome Fornello è stato sinonimo di assicurazioni, a Prato. Ora sulla storia di una piccola dinastia di assicuratori pende la spada di Damocle di un processo per l’appropriazione indebita di oltre 800.000 euro.

Da una parte c’è un colosso mondiale delle polizze, la Allianz di Monaco di Baviera rappresentata da Eugenio Zaffina, dall’altra tre assicuratori pratesi, Piergiorgio Fornello, 67 anni, insieme ai figli Enrico Maria e Filippo Maria, difesi da Cristina Meoni e Nicola Badiani. Allianz sostiene che i tre si sono tenuti i proventi di polizze per 838.000 euro, mentre gli imputati sostengono che quei soldi erano loro dovuti. Intanto però la villa di Piergiorgio Fornello, in Giolica, è stata ipotecata e la Fornello Assicurazioni srl è fallita.

Chi ha ragione lo si saprà non prima del marzo dell’anno prossimo, quando è attesa la sentenza del processo davanti al giudice monocratico. Conviene dunque fare un passo indietro per capire come si è arrivati a questo punto e a quest’accusa.

La presunta appropriazione indebita contestata a Piergiorgio, Enrico e Filippo Fornello risale al settembre/ottobre del 2008 ed è giunta al culmine di un braccio di ferro ingaggiato dal decano degli assicuratori pratesi contro la casa madre. Piergiorgio Fornello aveva ereditato l’agenzia pratese del Lloyd Adriatico dal padre e l’ha gestita (insieme a un cospicuo numero di sub-agenti) per 43 anni. Prima doveva rispondere ai capi del Lloyd, poi ai tedeschi di Allianz che hanno rilevato la compagnia italiana e hanno fissato il proprio quartier generale a Trieste.

Pare che i rapporti tra Fornello e la casa madre abbiano iniziato a guastarsi una dozzina di anni fa, quando l’assicuratore pratese ha iniziato a contestare la politica aziendale e le modalità di riscossione delle provvigioni. Nel frattempo da agente individuale aveva già fatto subentrare nel rapporto con Trieste la Fornello Assicurazioni srl imbarcando nell’avventura i figli Enrico, che ora fa il gallerista d’arte a Milano, e Filippo, con una più spiccata vocazione per le polizze.

I rapporti con Allianz, si diceva, peggiorano inesorabilmente fino al settembre di quattro anni fa, quando la compagnia scopre che Fornello ha incassato premi per 838.000 euro ma non li ha versati. Non si tratta di un imbroglio, tutto accade alla luce del sole. Ogni dieci giorni l’agente è tenuto a comunicare quanto incassa e subito dopo a fare un bonifico. Piergiorgio Fornello, avrebbe insomma fatto la comunicazione formale, ma non avrebbe fatto il bonifico, trattenendo il denaro come una sorta di “compensazione” per quanto riteneva di dover avere dalla Allianz. Sapeva benissimo di aver iscritto un’ipoteca sulla sua villa a favore della compagnia, per un milione e 200mila euro, e di certo prevedeva che la villa sarebbe stata pignorata, come in effetti è accaduto.

Ne è nata una causa civile a Trieste, che però si sarebbe estinta dopo il fallimento della Fornello Assicurazioni. Nel frattempo uno dei figli ha preso la gestione del ristorante Convito in piazza delle Carceri e dopo non molto ha passato la mano lamentando difficoltà coi parcheggi.

Ieri sono stati sentiti un paio di ispettori mandati da Allianz a “commissariare” l’agenzia pratese, che hanno confermato le pretese della compagnia. Il processo è stato aggiornato al 18 febbraio dell’anno prossimo.

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