Finanza
Niente agevolazioni per le imprese
Gozzi, direttore Uip: «Incrementi enormi». Montemurlo più 69%
PRATO. «Se va bene e il proprio Comune si "accontenta" dell'aliquota base l'aggravio è del 47%, se va male è del 69% o anche di più: questo il quadro molto preoccupante per le imprese del distretto che si accingono a pagare l'Imu». L'Unione Industriale Pratese ha effettuato delle simulazioni utilizzando a titolo esemplificativo la categoria catastale D/7: fabbricati industriali in attività. «In sostanza - scrive Uip in una nota - la tipologia in cui rientra una parte consistente degli immobili produttivi». La simulazione è stata fatta sui comuni di Prato e Montemurlo, sulla base delle anticipazioni relative alle scelte sulle aliquote : per Prato quella standard dello 0,76 a Montemurlo 0.93. «I risultati sono molto preoccupanti: a Montemurlo l'incremento rispetto all'Ici si prospetta di +69%, mentre Prato si ferma ad un +47% che è comunque enorme - è il commenta del direttore dell'Unione Marcello Gozzi - Rispetto ad altri comuni dell'area Prato si segnala per moderazione ma nonostante questo, anche a Prato l'Imu comporterà aggravi molto pesanti. Va evidenziato inoltre - continua Gozzi - che nessuno dei comuni dell'area ha dato segnali di voler applicare alle imprese l'aliquota ridotta dello 0,4%. Eppure questa è una facoltà offerta dalla legge, e non a caso perché i soggetti Ires e in generale le imprese non beneficiano degli sgravi su Irpef e addizionali regionali e comunali, che l'introduzione dell'Imu ha riservato agli immobili che generano redditi fondiari, non locati, detenuti da persone fisiche».
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