Attenzione
La Cap sogna di fare shopping a Firenze
Due gruppi ancora in corsa, tra questi la cooperativa pratese in cordata con Ferrovie Spa. I rivali sono i francesi di Ratp
PRATO. Il topolino che si mangia l’elefante, Sarà mai possibile? La Cap, la Cooperativa Autotrasporti Pratese, ci spera. L’esito della gara per la privatizzazione di Ataf, l’azienda di trasporto pubblico di Firenze, è ormai questione di giorni. Ciò che appare certo è che delle sei aziende che lo scorso 7 marzo avevano manifestato interesse per la gara ne sono rimaste in corsa soltanto due: ovvero Ferrovie dello Stato, tramite l’associazione temporanea di impresa con capofila la controllata Busitalia (ex Sita), insieme appunto a Cap e la lombarda Autoguidovie, mentre il secondo raggruppamento è guidato da Autolinee Toscana, alle cui spalle c’è il colosso del trasporto pubblico francese Ratp. Le altre quattro aziende - il gruppo Torinese Trasporti, Umbria Tpl e Mobilità, Tper Spa di Bologna e Sia Spa (Brescia, gruppo controllato dai tedeschi di Deutsche Bahn attraverso l’inglese Arriva) - non hanno formulato alcuna offerta economica.
Per sapere a chi andrà Ataf, la storica azienda fiorentina, occorrerà attendere poco più di una settimana. Il tempo necessario per esaminare i requisiti autodichiarati al momento della prequalifica. Al termine verrà riconvocata la seduta pubblica della commissione chiamata a valutare i requisiti tecnici ed economici e quindi decidere sul vincitore del bando di gara. In ballo che cosa c’è? C’è la gestione dei contratti di servizio di trasporto pubblico di cui dispone Ataf oltre alle partecipazioni nelle varie società (tra queste Linea e Gest, che attualmente gestisce la prima linea della tramvia fiorentina), il parco mezzi (circa 400 bus) e il personale (circa 1200 dipendenti). Il bando di gara prevede che immobili e struttura della rete (paline, pensile e sistema Avm, il monitoraggio automatico dei veicoli) restino al 100% di proprietà pubblica.
Per Cap, l’unica azienda privata toscana, anzi italiana rimasta in corsa, si tratta di una prospettiva di sviluppo di grande interesse. Almeno per due ordini di motivi: il primo è in vista della gara unica regionale per il trasporto pubblico. Più grandi si è, più si è radicati sul territorio e più si hanno probabilità di vincere. Il secondo riguarda il ritorno occupazionale: la quota di Cap nell’associazione temporanea d’impresa è del 25%, il che tradotto in personale significa 300 posti di lavoro destinati in prospettiva a spostarsi, in termini potenziali, da Firenze a Prato.
Occorre però aggiungere che i giochi sono tutt’altro che fatti. I concorrenti, come detto, sono due. E poi ci sono in ballo, come spesso accade nelle gare pubbliche, corsi e controricorsi legali. Il prossimo 13 giugno il Tar della Toscana è chiamato a pronunciarsi sula richiesta di sospensiva della gara presentata dall’inglese Arriva. La contestazione che viene mossa a Ratp è che il gruppo francese, presente col 51% in Gest (il 49% è nelle mani di Ataf), sarebbe stata avvantaggiata in quanto in possesso di un numero maggiore di informazioni relativo al servizio tramviario rispetto agli altri partecipanti. Informazioni che potrebbero recitare un ruolo decisivo sull’entità dell’offerta economica. Altra questione in sospeso è il diritto di prelazione di cui dispone sempre Ratp. Diritto che, in caso di esito negativo per il gruppo francese, potrà comunque essere esercitato successivamente.
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