Il Tirreno

Prato

Capannoni ai cinesi, non solo rigore

di Giovanni Ciattini
Capannoni ai cinesi, non solo rigore

Le reazioni in giunta alla proposta dell’assessore Silli per una via d’uscita soft per i proprietari che si autodenunciano

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Sarà che la crisi economica morde e che perdere i soldi degli affitti dei cinesi mette nei guai non solo speculatori immobiliari ma anche ex artigiani ora in pensione che cercano, come possono, di sopravvivere, fatto sta che il problema dei capannoni in affitto agli orientali comincia a non essere più visto solo sotto il punto di vista della legalità. La proposta lanciata dall’assessore all’Integrazione Giorgio Silli, di un’autodenuncia con tutela, che consenta al proprietario una via d’uscita soft, fa discutere non solo in città ma anche nella stessa giunta. «E’ mia intenzione dibattere questo problema, che è davanti agli occhi di tutti, con i colleghi di giunta e nelle commissioni. E’ ovvio - rassicura Silli - che nonostante questo i controlli devono continuare». Il primo a mettere i puntini sulle i è l’assessore all’Urbanistica Gianni Cenni. «L’ipotesi dell’autodenuncia è un aspetto che va chiarito col rigore delle norme esistenti. Senza dimenticare che il Comune viene considerato capofila di procedure per il ripristino della legalità negli immobili occupati dai cinesi che però coinvolgono altri enti, l’Asl per l’igiene, ad esempio, o vigili del fuoco per la sicurezza. Riguardo all’autodenuncia c’è anche da considerare il fatto che i proprietari già col contratto d’affitto possono autotutelarsi, inserendo clausole che prevedono controlli periodici nell’immobile e che, in caso di impossibilità dopo due o tre tentativi, il contratto è da intendersi risolto». «Purtroppo - prosegue Cenni - spesso più problemi si sommano: oltre alle violazioni alle leggi compiute dagli inquilini, che spesso vengono aggirate in modo inutilmente fantasioso (tende canadesi al posto dei tramezzi per creare i dormitori), vengono riscontrate anche mancanze di conformità in certi casi difficilmente sanabili a causa della struttura dell’immobile stesso. Penso, ad esempio alla percentuale di superficie aeroilluminante. O le uscite di sicurezza: se mancano vanno fatte, che ci vada a stare un cinese o un italiano». Il tema però viene giudicato di forte interesse per questo l’assessore Cenni sta pensando ad un regolamento quadro che raccolga tutte le discipline sulla materia in modo tale da mettere in condizioni i proprietari di sapere bene ciò che li aspetta.

Favorevole alla discussione il vicesindaco Goffredo Borchi, che richiama l’attenzione anche sui vecchi capannoni che non hanno più le caratteristiche per l’agibilità e che si trasformano in beni privi di valore in quanto il proprietario non li può né vendere né affittare. Anche l’assessore allo Sviluppo economico Roberto Caverni, non nasconde che il problema meriti più di una riflessione. «Ci sono magazzini che col passare degli anni hanno perso l’agibilità - spiega Caverni - e questo nonostante siano stati fatti interventi per realizzare i bagni, la messa in sicurezza dell’impianto elettrico e altro ancora. Solamente gli edifici non sono più adeguati ai nuovi standard. In questi casi occorre trovare un modo perché, una volta sanati gli eventuali abusi edilizi, si possa riutilizzare l’immobile».

L’assessore alla Sicurezza, Aldo Milone, non è sorpreso dall’idea lanciata da Silli. «E’ un anno e mezzo che invito ai proprietari di capannoni a farlo. E qualcuno l’ha fatto. Il pubblico ministero poi ne tiene conto. Certo, occorre verificare che non ci sia qualcuno che faccia il furbetto, magari perché non iesce a buttare fuori i cinesi che non gli pagano l’affitto, come mi è successo qualche tempo fa con un proprietario di Vaiano. Non voglio mica essere usato come ufficiale giudiziario!». Vantaggi per chi collabora? «La magistratura ritengo possa prevedere delle attenuanti - risponde Milone - però se il reato c’è mica si può nascondere. L’immobile va comunque sequestrato. Capisco gli interessi del singolo proprietario ma se i suoi inquilini orientali creano disturbo a decine di cittadini non ho dubbi quale sia l’interesse prevalente da tutelare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa