Il Tirreno

Prato

«Qualcuno ha tradito quegli ideali sportivi propri di Alessio»

di Barbara Burzie Pasquale Petrella
«Qualcuno ha tradito quegli ideali sportivi propri di Alessio»

Frase shock del babbo Leonardo durante l’omelia ma poi dice di non avercela con nessuno in particolare

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PRATO. «Mio figlio credeva fermamente negli ideali dello sport ma qualcun’altro quegli ideali li ha traditi e dovrà assumersene la responsabilità». Leonardo Bisori, padre di Alessio, pronuncia questa frase durante il suo intervento e lascia in molti senza parole. Non aggiunge altro e a coloro che gli chiedono di spiegare quella frase lui replica di non avercela con nessuno e che non era indirizata a nessuno in particolare. Ma è stata un’affermazione pesante che va ad aggiungersi a quella dichiarazione fatta subito dopo la tragedia dalla signora Mirella, secondo la quale Alessio era cambiato dopo un incontro avuto un paio di settimane fa con i dirigenti dell’Ambra, la scoietà per la quale aveva giocato nella passata stagione e che molto probabilmente avrebbe lasciato per una nuova destinazione.

«A fine stagione il presidente Pietro Conforti ha parlato chiaro con tutti - racconta Alberto Barni, dello staff della squadra - La società non poteva permettersi grandi cose e quindi tutti i giocatori dovevano ritenersi liberi di poter cercare una eventuale nuova destinazione. Non credo che a sconvolgere la vita di Alessio possa esser stata una eventuale discussione nell’Ambra. Era un ragazzo molto schietto che non le mandava a dire e questo suo carattere a volte creava qualche discussione ma tutto finiva lì». Un po’ come suo padre Leonardo che a sua volta ha avuto un passto di sportivo. «Leonardo ha giocato nel Rugby Prato - racconta Franco Cenobi, presidente della Ss Rugby Prato e ieri presente al funerale insieme ad Umberto Materazzetti - Ha vestito anche la maglia dell’Italia Under 19 insieme ad Italo Fontana ed ha sempre avuto un carattere molto fermo e deciso. Giocava terza linea ed aveva delle grandi potenzialità».

Ma Alessio era anche un grande burlone. «Nelle trasferte era quello che faceva gruppo e che teneva tutti allegri - continua Barni - Quando entrava in campo però, si trasformava e diventava un professionista. Pensava solo alla partita e a dare il massimo». Un vero professionista e così lo ricorda il medico sociale dell’Ambra. «Era molto pignolo e puntiglioso sulla sua preparazione e sulla sua condizione fisica - racconta - Lo vedevo quasi sempre il venerdì, prima delle partite. Voleva essere tranquillo e sicuro sul piano fisico per poter dare sempre il massimo in campo». Un fisico perfetto ma qualcosa sabato sera si è rotto e Alessio non c’è più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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