Il Tirreno

Prato

In mille per l’addio ad Alessio Bisori

di Pasquale Petrella
In mille per l’addio ad Alessio Bisori

E il fratello Lorenzo chiede ai presenti un applauso «perché non gli piacevano il silenzio e la compostezza»

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PRATO. «Facciamogli un grosso applauso perchè a mio fratello non piacevano nè il silenzio nè la compostezza». E duemila mani hanno risposto all’unisono all’invito di Lorenzo facendo rimbombare l’Estra Forum per la seconda volta.

Il palazzetto dello sport ha vissuto un pomeriggio del tutto inusuale. Non una partita di pallamano, non una partita di basket, di hockey o di calcio a cinque ma un funerale: quello di Alessio Bisori, 24 anni, giocatore di pallamano morto nella notte fra sabato e domenica scorsi a Bologna. Ucciso da un treno, scelto da Alessio per mettere fine al suo male di vivere.

L’Estra Forum, un luogo di sport, dove si celebra la vita, scelto questa volta per un funerale, quello di un giovane che ha fatto dello sport la sua ragione di esistere e che forse, se mai qualcuno riuscirà a scoprirlo, ne potrebbe aver scatenato quel complicato gioco di pensieri e di malesseri che lo hanno spinto ad uccidersi.

Alessio aveva tutto e proprio per questo il suo gesto è inspiegabile. Aveva la nazionale italiana che lo aspettava a Bari e che ieri lo ha voluto omaggiare partecipando al completo al suo funerale. Aveva la fidanzata Laure, con la quale ha trascorso gli ultimi dieci giorni prima di salutarla sul treno che l’ha riportata a Palermo, dove non ha fatto in tempo ad arrivare perchè è stata raggiunta dalla notizia della tragedia. Aveva una famiglia e tanti amici che ieri non sono voluti mancare all’ultimo saluto e in quasi cinquecento hanno indossato una t-shirt in suo onore: completamente nera con sopra stampati il numero 20 ed il suo cognome, Bisori. Tutti per lui con gli occhi lucidi ad aspettarlo nel palazzetto e a fargli sentire il loro calore con un applauso scrosciante quando i giocatori dell’Italia di pallamano hanno portato a spalla nel palazzetto la bara.

«Il male di vivere che campeggiava nel cuore di Alessio adesso è scomparso», hanno detto durante l’omelia don Luca della parrocchia di Mezzana e don Rodolfo di quella delle Fontanelle, «La felicità va cercata in questa vita e dobbiamo essere capaci di vedere quella che abbiamo - hanno continuato i due sacerdoti - La forza più grande che abbiamo è il desiderio. Ciò che desideriamo fino in fondo riusciamo a realizzarlo. Dio vuole che siamo felici ma, in questo momento solo i familiari di Alessio sanno quanto dolore e quanto sconforto c’è per la perdita di Alessio che ha trovato una strada sbagliata per raggiungere la propria felicità. Ma sappiamo anche che Alessio, adesso può dissetarsi alla fonte della vita».

Occhi lucidi e sconforto su quegli spalti abituati ad altri scenari. Con la signora Mirella, mamma di Alessio, sostenuta in un abbraccio filiale con l’indimenticato Zaim Kobilica che ha fatto la storia della pallamano pratese. Con Leonardo, il padre, seduto in prima fila accanto a Laure e alla dirigenza della federpallamano rappresentata non solo da tutto lo staff dei giocatori e dei tecnici ma con presidente Francesco Purromuto in testa che ha voluto parlare a tutti i presenti. «Alessio, nel suo gesto che ha denotato una grande fragilità - ha detto Purromuto - In realtà ci ha mandato un messaggio preciso che è quello che dobbiamo credere nella vita. Ricordiamo Alessio non per il suo gesto estremo ma per il suo grande amore per il nostro sport e per la sua lealtà».

E, proprio alla nazionale, il fratello Lorenzo ha voluto dare un messaggio: «Alessio ha sempre avuto l’azzurro nel cuore e domani (stasera ndr) sarà lì con voi in campo». Poi il ringraziamento a tutti coloro che hanno preso parte alla cerimonia di addio.

La salma di Alessio Bisori sarà cremata , su volontà della famiglia, e oggi verrà deciso quale sarà il cimitero che accoglierà le ceneri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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