Sicurezza
Vive con 270 euro al mese e ne deve 768 a Equitalia
Il dramma di un giovane invalido che ha ricevuto una cartella esattoriale per alcuni pagamenti Tia non avvenuti relativi a una casa dove non abita più
PRATO. Pagare le cartelle di Equitalia quando si è morosi è già difficile, ma vedersi l’ingiunzione di pagamento quando non si ha nessun debito, è assurdo. Questa in sintesi la storia di Giovanni Cambruzzi cui Asm, tramite Equitalia ha richiesto il saldo con l’aggiunta degli interessi per il pagamento del Tia relativo a un appartamento in via Pollative, dove non abita più dal 2005.
«Nel maggio di sette anni fa – spiega Cambruzzi – insieme ai miei nonni ci siamo trasferiti in via Rodari e non abbiamo comunicato ad Asm il cambio di residenza, tuttavia al nuovo indirizzo sono arrivate alcune bollette intestate a mia nonna Lucia Bruno, titolare anche del contratto in via Pollative. Abbiamo pagato le fatture della casa di Paperino , ignorando che contemporaneamente venivano spedite anche al vecchio indirizzo».
Nel maggio del 2010 Asm recapita in via Rodari un sollecito di pagamento per le utenze di via Pollative pari a 62,87, Cambruzzi spedisce un fax con tutte le ricevute dei pagamenti (nel frattempo la nonna era morta e le bollette nuove arrivavano a nome di Giovanni) ma non ottiene nessuna risposta, sei mesi dopo, il 19 dicembre, arriva la prima cartella di Equitalia di 724,16 euro relativa al pagamento della Tia di via Pollative. «A questo punto – spiega Cambruzzi – mi sono rivolto a un avvocato che mi ha promesso di occuparsi della questione. Per me è stato un sollievo perché stavo vivendo un periodo difficile, che mi ha portato ad una pesante depressione, tanto da ottenere l’amministratore di sostegno». Passa un anno e la salute di Giovanni peggiora, come del resto la sua situazione finanziaria; ha una pensione di invalidità di 278 euro il mese e i bonus per le utenze sono stati sospesi, contemporaneamente arriva una nuova cartella esattoriale per l’ammontare di 768,43 euro. «Sono disperato – spiega – mi trovo solo, perché né l’avvocato né l’amministratore di sostegno hanno fatto il loro lavoro, a dover fare fronte ad un debito che non è mio. Non ho quella cifra da parte i pochi risparmi che ho, ottenuti vendendo oggetti personali e alcune statue che faccio, mi servono per pagare le utenze, Asm compresa. Inoltre vorrei fare la tomba ai miei nonni, le uniche persone che mi hanno veramente voluto bene e aiutato». Cambruzzi è anche perplesso sul fatto che Equitalia, generalmente molto sollecita nel riscuotere, abbia fatto passare un anno e mezzo fra una cartella e l’altra e la mora addebitata è di poco più di 50 euro. «Già nel dicembre del 2010- spiega – ho spedito alla sede di Equitalia di Prato tutta la documentazione relativa ai pagamenti, ma non ho ottenuto risposta. La scorsa settimana ho scritto personalmente al direttore illustrando tutti i passaggi della mia complicatissima vicenda e ovviamente sono stato ignorato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
