Il Tirreno

Prato

tribunale

Stangata allo spacciatore di coca

Il giudice usa la mano pesante: cinque anni per un grammo di droga

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PRATO. Charaf Badda, marocchino di 26 anni, non è certo uno stinco di santo. E’ uno dei tanti spacciatori di cocaina presenti sulla piazza pratese. Ma quando ieri mattina si è sentito condannare a cinque anni di reclusione non voleva credere alle proprie orecchie. E con lui il suo avvocato difensore.

Cinque anni di galera, col rito abbreviato, a fronte del sequestro di un solo grammo di cocaina. A memoria di cronista non si ricorda una pena tanto severa per un episodio che si potrebbe definire di ordinario spaccio di droga.

A onor del vero, il giovane marocchino doveva rispondere anche di altri episodi di spaccio. Lo hanno arrestato i poliziotti della squadra mobile lo scorso 16 maggio per la cessione di un paio di dosi ad altrettanti clienti. Successivamente sono stati rintracciati altri sei clienti, tutti italiani, che hanno detto di aver acquistato altre decine di dosi da Badda negli ultimi tempi. Inoltre il marocchino era accusato anche di aver fatto resistenza all’arresto, tentando di uscire da una Smart dove quattro poliziotti lo volevano ammanettare. Dunque spaccio continuato e resistenza. Quando il pubblico ministero ha proposto un patteggiamento a due anni e sei mesi, il difensore ha valutato, non senza motivo, che la pena sarebbe stata troppo alta e ha preferito il rito abbreviato. Non poteva immaginare che il giudice Fanales avrebbe condannato Badda a cinque anni. Formalmente, lo prevede la legge, ma pensando al killer di camorra che recentemente è stato condannato a 8 anni per l’omicidio di Ciro Cozzolino, c’è qualcosa che non torna. (p.n.)

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