La manifestazione
I prezzi delle case ancora in picchiata
Una stima dello Studio Gabetti prevede a Prato un ulteriore ribasso (10-15%) nei prossimi mesi
PRATO. Prezzi delle case in picchiata. A Prato la crisi non cessa di mordere e anche se le banche manifestano la volontà di riaprire i rubinetti del credito, le compravendite immobiliari stentano a decollare. Secondo gli esperti del settore le quotazioni del mattone sono destinate a scendere ulteriormente. Il picco massimo è stato raggiunto a fine 2010, quando si è registrata una flessione dei prezzi di oltre il 20% rispetto al reale valore di mercato. «La situazione non si è ancora stabilizzata – è l’opinione di Fabio Spinelli in base alle quotazioni immobiliari elaborate dall’Ufficio studi Gabetti su dati Gabetti, Professionecasa e Grimaldi – da qui a dicembre assisteremo a un ulteriore ribasso dei prezzi delle case, che dovranno calare del 10-15 per cento rispetto agli attuali valori. Mi riferisco in modo particolare a quegli immobili di quattro o cinque vani, che ristagnano per molto tempo sul mercato tra i duecento e i 250mila euro». Se finora la difficoltà di accedere al credito ha penalizzato in modo particolare coloro che non hanno disponibilità finanziare proprie per acquistare casa, dalle banche comincia ad arrivare qualche timido segnale di speranza: «Gli istituti stanno ricominciando a erogare mutui, seppur con le dovute garanzie – chiarisce Spinelli – qualcuno riesce a ottenere finanziamenti che oscillano tra il 70 e l’80 per cento del valore complessivo dell’immobile». Tuttavia, c’è zona e zona. «Quelle più richieste in questo momento sono quelle di Mezzana, Zarini e La Querce – riferisce – stiamo assistendo a una fuga dalla città e a una riscoperta delle zone medicee nei comuni di Poggio a Caiano e Carmignano». Le quotazioni registrate dall’Ufficio Studi Gabetti, riferite al secondo semestre del 2011, mostrano una situazione variegata con picchi nella zona compresa tra viale Montegrappa e viale della Repubblica: qui il prezzo per un’abitazione nuova può salire fino a 2.600 euro al metro quadro, mentre il valore scende lievemente oscillando tra i 2.220 e i 1.900 euro se ci si accontenta di un immobile in buono stato o addirittura da ristrutturare. «Da notare - sottolinea Spinelli – il ritorno dei piccoli investitori: chi ha un gruzzoletto da parte, preferisce acquistare mettendo al reddito immobili da dare in locazione a dimostrazione del fatto che il mattone è ancora considerato una buona forma di rendita».
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