Il Tirreno

Prato

Clandestini nel fondo dei Nesi Lo scrittore: «Lo fanno tutti»

Paolo Nencioni
Clandestini nel fondo dei Nesi Lo scrittore: «Lo fanno tutti»

Lo scrittore e assessore commenta così il fatto che un immobile di famiglia sia stato affittato a un confezionista cinese, poi denunciato per sfruttamento della manodopera clandestina

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PRATO. «Tutti gli imprenditori pratesi affittano ai cinesi, non vedo perché mio padre o mio zio non possano fare altrettanto». Edoardo Nesi, assessore provinciale alla Cultura e ancor prima scrittore di successo, vincitore del Premio Strega, commenta così il fatto che un immobile di proprietà della famiglia Nesi è stato affittato a un confezionista cinese di 28 anni denunciato per favoreggiamento e sfruttamento della manodopera clandestina.

Il controllo risale al 22 maggio ed è stato eseguito in via Nervesa della Battaglia, a Narnali, su uno stanzone di 400 metri quadri, all’interno del quale sono stati trovati tre clandestini. C’era anche un dormitorio abusivo con 13 posti letto: per questo la confezione è stata sequestrata e il titolare indagato per gli abusi edilizi. Dal resoconto della Questura non risulta che siano state mosse contestazioni ai proprietari italiani dell’immobile.

Un controllo come tanti, insomma, se non fosse che i proprietari sono parenti dell’assessore-scrittore, che ha conquistato la ribalta della scena letteraria e non solo raccontanto (in “Storia della mia gente”) anche il senso di frustrazione di molti vecchi pratesi di fronte ai nuovi ricchi venuti da Wenzhou.

«Io non ho mai avuto un capannone in vita mia, purtroppo - commenta Edoardo Nesi - Né ho una qualche possibilità di controllare i capannoni di proprietà dei miei parenti. E’ vero che mio padre e mio zio hanno affittato ai cinesi. E’ una cosa che non mi crea alcun imbarazzo, intanto perché non sono io che decido a chi affittare e poi, ripeto, perché tutti a Prato lo fanno. Perché non potrebbero farlo i miei parenti?».

Qualcuno potrà storcere il naso, ma ormai da tempo in città, nonostante l’offensiva dell’assessore Milone contro le confezioni cinesi, l’intreccio economico tra i proprietari immobiliari italiani e i confezionisti cinesi è un abbraccio inestricabile. Senza i cinesi, decine o centinaia di capannoni sarebbero rimasti vuoti.

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