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Chiesero soldi ai parenti della morta: rinviati a giudizio per tentata concussione
Quattro dipendenti della società che gestiva il cimitero di Calenzano saranno processati a ottobre
Quattro dipendenti della società che gestiva il cimitero di Calenzano sono stati rinviati a giudizio ieri con l’accusa di tentata concussione. L’episodio che ha dato origine al procedimento penale risale all’aprile del 2008. I nipoti di un’anziana donna deceduta in quei giorni volevano tumulare la salma nello stesso loculo dove riposava il marito morto qualche anno prima e si rivolsero ai necrofori per un consiglio. I quattro dipendenti della società Gsc dissero che dipendeva tutto dallo stato di decomposizione della prima salma. Nella migliore delle ipotesi, i resti del marito sarebbero stati messi in un ossario e ci sarebbe stato posto per la bara della moglie. A un primo esame, aggiunsero i necrofori, sembrava che così non fosse. E avrebbero fatto ai parenti della morta una “proposta indecente”: se ci date 350 euro ci pensiamo noi a mettere a posto quei resti prima che arrivi il medico legale.
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