Sicurezza
Sul bus della Cap a costo maggiorato e senza biglietto
L’autista prende i soldi della corsa ma non rilascia il titolo L’azienda: «Un’anomalia, il personale deve garantire»
PRATO. Non era la prima volta che le capitava di comprare il biglietto a bordo.
La prima però, che un autista le chiedesse soldi per un biglietto che materialmente non era disponibile.
Tra l’altro, piuttosto salato il costo maggiorato della corsa Cap lungo la tratta Prato-Firenze, quella via autostrada A11: 3.50 euro. Carmen C. li avrebbe tranquillamente spesi e di fatto si è comportata così.
L'episodio risale al 21 maggio scorso: intorno all'ora di pranzo la giovane sale sul pullman diretto verso Firenze alla fermata di via Ferraris alle Badie, per arrivare al turno di lavoro e prendere il servizio di cassiera in un supermercato nel capoluogo toscano.
Sprovvista di biglietto, ha chiesto subito all'autista di poterlo fare a bordo. Ma la risposta di chi si trovava al volante ha lasciato di stucco la giovane donna, oltreché a bocca asciutta.
«Mi ha detto che non aveva biglietti da vendermi -racconta Carmen -ma che, intanto, avrei potuto dargli 3.50 euro. E che, inoltre, se la sarebbe vista con l'eventuale controllore che sarebbe passato a verificare. Lì per lì ho accettato ma mi aspettavo che, visto che comunque dovevo scendere al capolinea di Largo Alinari in piazza Stazione a Firenze, mi avrebbe accompagnata lui ad acquistare il biglietto. Questione di trasparenza e correttezza visto che l'avevo già pagato in anticipo - fa notare la giovane -. E invece così non è successo: l'autista mi ha visto scendere e mi ha lasciato andare come se nulla fosse successo. I miei 3.50 euro però intanto li aveva incassati».
Sul comportamento di quell'autista non ha voluto sorvolare Carmen che, tre giorni dopo, si è recata allo sportello di Cap di Largo Alinari per compilare un reclamo scritto nel quale ha riportato tutti i dettagli del fatto.
Compresa la richiesta di denaro senza l'effettivo rilascio del biglietto.
«Chi mi dice che quell'autista non abbia fatto così dopo anche con altri passeggeri? In fin dei conti, l'eventuale multa sarebbe stata un problema mio. Mi sono trasferita da poco a Prato e mi muovo solo in autobus. Ma un fatto del genere non mi era mai capitato».
Il reclamo firmato e con il timbro di Cap non è ancora sulla scrivania della direzione aziendale, ma la compagnia di trasporti si è affrettata a fare luce su questa vicenda, una volta presa in mano la denuncia scritta.
E a ricordare la procedura cui deve attenersi il personale in caso di vendita a bordo del biglietto.
«Quella raccontata dalla signora, è un’anomalia rispetto alla prassi corrente – chiarisce Federico Toscano, responsabile area trasporti di Cap -. Innanzitutto un autista dovrebbe essere munito con sé dei titoli di viaggia prima di prendere servizio. Se non è così, dovrebbe preoccuparsi che l’utente entri in possesso del biglietto e quindi, nel caso della vicenda denunciata dalla signora, avrebbe dovuto premurarsi di ciò una volta giunti al capolinea. In ogni caso – questo è l’aspetto che Cap chiarisce con più forza – l’azienda non mai chiede soldi senza il rilascio fiscale di un biglietto. Se è avvenuto il contrario, avvieremo una verifica interna sulla base delle informazioni contenute nel reclamo e assumere eventuali provvedimenti disciplinari. In passato – conclude Toscano - avevamo già avuto solo una segnalazione di questo genere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google