Attenzione
«Richiamo tutti al senso di responsabilità»
Il sindaco Cenni: «Scegliamo insieme i temi per la città». Niente gruppo autonomo della minoranza Pdl
PRATO. Nella baraonda politica che rischia di travolgere la maggioranza di centrodestra, un punto lo ha messo a segno il sindaco Roberto Cenni nella riunione di maggioranza di lunedì sera, tutti presenti tranne Francesco Innaco e Gianluca Banchelli leader della minoranza Pdl e Leonardo Soldi, Lega Nord, impegnato in una riunione del coordinamento provinciale.
Cenni ha fatto un forte richiamo alla responsabilità «civica e politica di ciascun eletto» nel dare risposte adeguate alla città in una delle fasi più difficili della sua vita e ha promesso un confronto stringente con le forze delle maggioranza «su alcuni temi vitali per la comunità da scegliere collegialmente». Quindi «un programma condiviso su obiettivi comuni». «Mai - ha concluso Cenni - mi prenderò la responsabilità di abbandonare la guida della città e soprattutto in questo momento».
Troppe fronde, troppe polemiche «ogni volta che la giunta decide qualcosa». Per questo Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale ed Emanuele Berselli, presidente della commissione Urbanistica, hanno detto con chiarezza «che questo stillicidio deve cessare altrimenti meglio prendere atto che una fase è terminata». «Mi sentivo più ascoltato dal partito da nominato - ha stigmatizzato Mazzoni - che ora da eletto».
Nonostante il mancato voto al Piano strutturale, è stato Leonardo Soldi a confermare la fiducia alla giunta Cenni: «Il ribaltone - ha spiegato - non è mai stato un tema all’ordine del giorno». Il coordinatore provinciale della Lega Nord Matteo Santini chiederà però presto un incontro al sindaco per chiarire la questione aperta con il presidente del consiglio Maurizio Bettazzi (una lite avvenuta la sera prima del consiglio comunale e in un bar). «La Lega è stata unanime nel condannare il comportamento di Bettazzi - ha spiegato Soldi - Non per forza chiederemo le dimissioni del presidente del consiglio, le scuse potrebbero essere sufficienti». Mentre sulla mancata presenza alla riunione di Innaco e Banchelli sono i diretti interessati a chiarire. «Il clima ci è apparso troppo teso - è stato il giudizio di Innaco - per cercare di alleggerire la tensione abbiamo preferito non essere presenti. Un atto che deve essere letto come distensivo». Negano anche di aver mai avuto l’intenzione di formalizzare la creazione di un gruppo azzurro all’interno del Pdl in consiglio come invece era apparso dal tenore di una lettera di qualche giorno fa. «Certo, su alcune scelte restiamo critici - ha concluso Innaco - ma ribadiamo che siamo dentro il Pdl e che non abbiamo alcuna intenzione di dare vita a un gruppo autonomo». (c.o.)
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