Il Tirreno

Prato

Il piano strutturale visto dagli artigiani

di Barbara Burzi
Il piano strutturale visto dagli artigiani

Nucciotti: «Studieremo con attenzione la carta urbanistica approvata: noi ci aspettiamo che vi siano spazi per lo sviluppo»

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PRATO. «Rispetto alle impostazioni inizialmente date, sono state apportate delle modifiche, ma prima di esprimersi a favore o contro il nuovo Piano strutturale, l’associazione intende valutare attentamente tutti gli elementi che caratterizzano questa prima stesura del documento». In merito alla carta urbanistica futura della città che è stata adottata a maggioranza in consiglio comunale, l’ingegnere Enrico Nucciotti della direzione di Confartigianato Imprese Prato, non se la sente ancora di esprimere un giudizio e prima di avanzare delle critiche vuole vederci chiaro.

Una cosa però è certa: «Il piano strutturale è un’opportunità di sviluppo per tutto il territorio – afferma – che deve prevedere al centro le imprese come volano per la crescita». La proposta che avanza all’amministrazione comunale è quella di aprire un confronto con le categorie: «Non abbiamo interesse a portare avanti una battaglia politica – aggiunge – invece di insistere sull’operatività di ogni singolo intervento, riteniamo che il nostro obiettivo debba essere quello di riunire intorno a un tavolo i vari livelli istituzionali per aprire un dibattito più stringente su determinati temi. In questa cornice Confartigianato si pone come punto di riferimento: è necessario, a mio avviso, individuare un elemento di sintesi affinché la città abbia un ritorno di sviluppo concreto capace di coniugare crescita economica e condizioni sostenibili per le famiglie che abitano il territorio, altrimenti si rischia di non riuscire a dare le gambe al piano per la fine della legislatura».

Quello indicato da Nucciotti è un percorso già affrontato con la Regione nell’ambito della discussione del Ptc (Piano territoriale di coordinamento) e che il dirigente di Confartigianato propone di rimettere in pratica come metodo di lavoro, partendo dalla discussione di una serie di punti considerati cruciali in un’ottica di sviluppo economico territoriale: «Mi riferisco in modo particolare – spiega - all’asse della declassata, all’area del vecchio e quella del nuovo ospedale connesse agli elementi di viabilità nonché agli interventi di riassetto del Macrolotto zero». «Il piano strutturale rappresenta un’opportunità di sviluppo per la città – aggiunge – il cui futuro dipende dalla capacità di coniugare l’esigenza di rigenerare aree già edificate, senza occupare altro suolo, con la necessità di programmare interventi di nuova costruzione indispensabili per gli investimenti delle imprese, da prevedere in aree produttive vicine alle arterie infrastrutturali». Il lavoro delle prossime settimane sarà appunto quello di verificare con attenzione se il piano strutturale approvato dal consiglio corrisponde o meno a queste enunciazioni.

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