Attenzione
«Viveva per la pallamano fin da piccolo»
Calamini, il suo primo allenatore, si commuove e non riesce a parlarne. Il ricordo di Abati e Cavicchiolo
PRATO. «Non riesco a parlarne, mi scusi. L’ho allenato fin da quando aveva nove anni e non riesco proprio a capacitarmi per quello che è successo», Lorenzo Calamini è stato il primo allenatore di Alessio Bisori e lo ha visto crescere nel mondo della pallamano. Il suo dolore è palpabile.
«Era un ragazzo deciso, volenteroso e determinato nel voler raggiungere i traguardi che si era prefisso fin da bambino - racconta Mario Abati, presidente della Pallamano Prato - Era un ragazzo schietto e sincero, senza peli sulla lingua. Quello che aveva da dire lo diceva senza nascondersi dietro le parole. Voleva diventare un professionista della pallamano e ci è riuscito. Viveva per la pallamano e forse proprio nella pallamano bisogna cercare l’elemento che lo ha spinto a compiere quell’insano gesto. Con noi gioca il fratello Lorenzo e quindi lo vedevamo spesso ma mai abbiamo avuto la sensazione che stesse attraversando un brutto momento».
«L’ho visto in occasione della nostra ultima partita contro il Rimini - racconta il tecnico Sergio Cavicchiolo - Ci ho scherzato, sapevo che non aveva la squadra per la prossima stagione e gli ho detto se voleva venire da noi. Quando ho saputo che si è tolto la vita ci sono rimasto molto male come tutti gli altri. Il suicidio è una prova di sofferenza, non so cosa possa essere successo. Trovare una squadra non sarebbe stato difficile per lui, sarebbe bastato andare all’estero come ho fatto io venendo in Italia dal Brasile. Faremo qualcosa per ricordarlo, d’accordo con la sua famiglia».
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