Sicurezza
SOFFERENZA ESISTENZIALE DIETRO LA CORAZZA
di SERGIO PUGGELLI* Apprendere che una giovane vita è stata stroncata da un gesto inconsulto fa molto dispiacere e mette di fronte alla società delle realtà di un disagio giovanile troppo spesso...
di SERGIO PUGGELLI*
Apprendere che una giovane vita è stata stroncata da un gesto inconsulto fa molto dispiacere e mette di fronte alla società delle realtà di un disagio giovanile troppo spesso sottovalutato, questo avviene ormai troppo spesso fra i giovani e meno giovani senza distinzione di ceto sociale.
«Scusatemi non riesco più a vivere», questa frase scritta su un foglio e lasciato in una camera d'albergo, da un giovane atleta di 24 anni, può nascondere varie problematiche sia psicologiche sia esistenziali di difficile interpretazione e di diagnosi poiché la persona che ha scritto questa frase e ha deciso di interrompere drammaticamente la sua vita, con un gesto irreparabile, emettere un interpretazione è azzardato poiché non sono conosciuti i pensieri, i progetti, gli obiettivi e tutto ciò che la vita li riservava.
Il giovane, questione, apparentemente non faceva trasparire il disagio interiore che provava, era un affermato atleta che con i sacrifici e duri allenamenti era arrivato in nazionale, la massima aspirazione di qualsiasi atleta e disciplina sportiva che sogna di indossare la maglia azzurra simbolo della nazione.
Adesso tutti ci domandiamo il perché di questo gesto, ci soffermiamo un attimo per tentare di dare una risposta? Quali possono essere state le motivazioni esistenziali? La cosa certa è che questo gesto è stato pianificato in un momento di profondo sconforto esistenziale poiché il percorso dall'albergo alla stazione non è stato sufficiente per ravvedere il negativo pensiero
Possibile che nessuno, compagni di squadra, familiari, la propria ragazza non abbia avvertito segnali di disagio?
I giovani, è vero che stanno attraversando un periodo di grosse difficoltà, poiché illusi dalle generazioni precedenti e dalle istituzioni, spesso non trovano risultati positivi ai loro progetti, ma è anche altrettanto vero che l'insicurezza crea debolezza, se poi viene a mancare qualche punto di riferimento ecco che un cortocircuito fa dimenticare tutto ciò che ci circonda e l'auto eliminazione è il pensiero più ricorrente. La domanda che sorge spontanea è: «Si possono prevenire certe difficoltà ?».
Credo di sì, importante e che tutti insieme ci prendiamo per mano e ritorniamo a dialogare come facevano i nostri nonni nell'aia, dove le dinamiche fra giovani e anziani erano la scuola di vita.
Nello sport a qualsiasi livello, visto lo stress a cui sono sottoposti gli atleti, è necessario che le società si attrezzino ad avere figure professionali nel proprio staff sia medici sia psicologi sportivi e clinici questo per aiutare a risolvere sia individualmente sia in gruppo gli atleti giovanissimi e adulti poiché spesso si esaltano le qualità tecniche, ma sotto quella corazza esteriore, c'è un enorme sofferenza esistenziale.
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