Il Tirreno

Prato

«L’istituto oncologico a Prato non rientra nei nostri progetti»

di Giovanni Ciattini
«L’istituto oncologico a Prato non rientra nei nostri progetti»

L’assessore regionale alla Salute, Luigi Marroni, elogia il centro sostenuto dalla Fondazione Pitigliani ma in prospettiva vede nell’area ospedaliera di Careggi il cuore della prevenzione e della ricerca

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PRATO. Tanti apprezzamenti al Centro di ricerca oncologico di Prato, ma nessuna apertura rispetto alle aspettative del sindaco Roberto Cenni e della stessa Fondazione Sandro Pitiglia. Se un unico centro di ricerca dovrà nascere in Toscana, non sarà a Prato. In questo senso il nuovo assessore regionale alla Salute, Luigi Marroni, è stato chiaro. «L'eccellenza dell'oncologia pratese specie nel settore della mammella è sicuramente un punto di forza nella rete oncologica regionale - afferma l’assessore Marroni - e questa esperienza è stata riconosciuta e apprezzata dalla Regione, che non a caso l'ha sostenuta e la sostiene anche da un punto di vista economico. Anche il sostegno della Fondazione Pitigliani è un fattore rilevante e un valore aggiunto che a partire dalla realtà di Prato può riverberarsi sull'intero sistema. La vicinanza di Prato con Firenze e con l'Azienda Careggi può sicuramente favorire importanti e significative integrazioni anche in ambito di ricerca e nei percorsi formativi e di aggiornamento». Fin qui gli elogi.

«Tuttavia - prosegue Marroni - non appare coerente nel quadro del sistema oncologico a "rete" della Toscana, che ha dato importanti risultati in questi anni, la proposta di creare un istituto oncologico nella realtà di Prato, oltretutto prevedendo la sua collocazione in edifici già destinati ad assicurare, con la loro valorizzazione, la realizzazione del nuovo ospedale».

«La Regione Toscana ormai da quasi 10 anni - chiarisce Marroni - ha scelto di riorganizzare il sistema oncologico secondo un modello a rete rappresentato dall'ITT (Istituto toscano tumori), una scelta ripresa anche presa anche dal Piano oncologico nazionale. "Rete" significa aver riunito in un unico sistema (non in un unico edificio) tutte le attività di ricerca, prevenzione e cura in campo oncologico, garantendo ai cittadini un sistema diffuso di accessi da cui avviare percorsi di cura appropriati, condivisi dall'intero sistema e comprensivi dell'alta specializzazione e dell'innovazione tecnologica. Quindi un Istituto regionale per la prevenzione oncologica Ispo, l'insieme dei dipartimenti oncologici delle Aziende ospedaliere, e un sistema di laboratori di ricerca (Core researce laboratory) di cui a presto sarà inaugurata la nuova sede presso Careggi e che si avvale di ricercatori reclutati a livello internazionale». Questa la presa posizione ufficiale della Regione Toscana che chiarisce, una volta per tutte, quello che fino a ieri si riteneva una decisione ufficiosa ma non ufficiale. A questo punto la battaglia politica, condotta a quanto pare trasversalmente dal centrodestra e dal centrosinistra, per puntare allo sviluppo del Centro di ricerca Pitigliani si muove su basi più concrete.

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